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Latitante 28enne catturato ad Altopascio vicino Lucca, incastrato dalle visite alla nonna

Un arresto e quattro misure restrittive eseguite rappresentano il risultato di un’operazione condotta dai Carabinieri a Altopascio (Lucca), dove un uomo di 28 anni, cittadino croato e pregiudicato, è stato fermato mentre cercava di scappare. L’arresto è stato effettuato ieri, a seguito di un’indagine che ha permesso di localizzare il ricercato, su cui pendevano due ordini di esecuzione per la carcerazione e due ordinanze di custodia cautelare emesse dalle Procure di Prato, Massa, Bologna e dalla Corte d’Appello di Firenze. L’uomo era irreperibile dal 21 settembre dell’anno scorso e doveva scontare una pena totale di sei anni e cinque mesi per reati contro il patrimonio e rapina.


Le indagini e la localizzazione del ricercato

Secondo le informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, l’operazione è iniziata grazie al meticoloso lavoro informativo svolto dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lucca e dalla Stazione di Altopascio. Gli investigatori, dopo aver raccolto prove che suggerivano la presenza del ricercato nell’area, hanno avviato una serie di servizi di pedinamento e appostamento. L’uomo, già sottoposto all’obbligo di firma presso la Stazione dei Carabinieri di Ponte Buggianese, era scomparso dai radar delle forze dell’ordine da diversi mesi, rendendo necessario un costante monitoraggio dei suoi contatti più stretti.

Il ruolo dei familiari e l’arresto

Gli investigatori hanno deciso di concentrare l’attenzione sui familiari e gli amici del ricercato, credendo che potesse mantenere rapporti con loro nonostante la latitanza. Nel giro di una settimana, questa strategia ha dato i suoi frutti: si è infatti scoperto che il 28enne si recava occasionalmente presso la casa della nonna a Altopascio. Proprio in quella casa è scattata l’azione che ha portato all’arresto. Il giovane è stato sorpreso mentre cercava di allontanarsi a bordo di un’auto a noleggio, per la quale aveva utilizzato documenti presumibilmente falsi.

Il tentativo di evitare l’identificazione

Al momento del controllo, il pregiudicato ha cercato di ingannare i Carabinieri fornendo le generalità di un familiare. Tuttavia, i militari, armati delle informazioni raccolte durante le indagini, hanno immediatamente riconosciuto il soggetto ricercato. È stato quindi portato alla Caserma del Cortile degli Svizzeri, dove è stato sottoposto a un’identificazione completa. A suo carico erano pendenti quattro misure restrittive: due ordini di esecuzione per la carcerazione e due ordinanze di custodia cautelare in carcere, una delle quali per un aggravamento e l’altra per una rapina a un gioielliere.

Il sequestro dei beni e le indagini patrimoniali

Al momento dell’arresto, il 28enne indossava vari gioielli in oro, tra cui anelli, braccialetti, collane e un orecchino con brillante, oltre a possedere una somma in contanti di 1250 euro e un orologio del valore di oltre 30.000 euro. Considerando che il soggetto non svolge alcuna attività lavorativa e ha numerosi precedenti penali, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di tutti i beni trovati, per effettuare ulteriori controlli sulla loro provenienza. Si ipotizza che possano essere il frutto di reati contro il patrimonio o di altre attività illegali.

Le accuse e la pena da scontare

L’uomo dovrà ora scontare un totale di sei anni e cinque mesi di reclusione, in esecuzione delle misure emesse dalle Procure di Prato e Massa, dalla Procura di Bologna e dalla Corte d’Appello di Firenze. Le accuse a suo carico includono reati contro il patrimonio e una rapina a un gioielliere, oltre a un aggravamento di una misura cautelare precedente. Dopo le formalità di prassi, l’arrestato è stato trasferito alla casa circondariale di Lucca e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le reazioni delle forze dell’ordine

L’operazione è stata accolta con soddisfazione dai Carabinieri, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra le diverse sezioni dell’Arma e la sinergia tra le Procure coinvolte. Il successo dell’indagine è stato attribuito alla costanza e alla professionalità delle persone coinvolte nei servizi di osservazione e pedinamento, che hanno permesso di portare davanti alla giustizia un individuo considerato pericoloso e responsabile di gravi reati.

Il contesto: la lotta contro i reati contro il patrimonio

Il caso di Altopascio rientra in un contesto più ampio di lotta contro i reati contro il patrimonio che coinvolge le forze dell’ordine in tutto il Paese. Negli ultimi mesi, le attività di prevenzione e repressione di furti, rapine e altri reati predatoriali hanno portato a numerosi arresti e sequestri di beni di origine illecita. Le autorità invitano i cittadini a collaborare segnalando comportamenti sospetti e a prestare attenzione a possibili tentativi di truffa o ricettazione.

Conclusioni

L’arresto del 28enne croato ad Altopascio rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro i reati contro il patrimonio e la criminalità organizzata. L’operazione mostra l’efficacia delle tecniche investigative tradizionali, come il pedinamento e l’appostamento, unite a una profonda conoscenza del territorio e delle dinamiche familiari dei soggetti sotto indagine. Le indagini continueranno per verificare la provenienza dei beni sequestrati e per identificare eventuali complici o reti criminali collegate al ricercato.


Carabinieri repertorio

IPA

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.

2025-08-11 12:06:00