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“La mia sorella sta male”: chiamano il 118 ma danno l’indirizzo sbagliato, il dolore dello zio.

di
Simone Innocenti, nostro inviato a Porcari

La corsa dei soccorritori per salvare i Kola, ma gli operatori del 118 hanno ricevuto l’indirizzo sbagliato dallo zio che era intossicato e poi svenuto. La casa piena di monossido di carbonio e gli svenimenti: «Non sono riuscito a salvarli»

Porcari (Lucca) – “Non sono riuscito a salvarli, non sono riuscito a salvarli”, Turim Kola lo ripete continuamente di fronte ai suoi parenti e amici dopo essere uscito dall’ospedale di Pisa, dove era ricoverato per intossicazione. “Sono svenuto”, racconta.

Mercoledì sera è scampato al monossido di carbonio che ha ucciso una famiglia: Arti Kola, verniciatore di 44 anni, la moglie Jonida, casalinga di 48 anni, il figlio Hajdar, un elettricista di 22 anni, e la figlia Xhesika, una studentessa di appena 15 anni.










































Alle 21:48 i carabinieri riescono a lanciare l’allarme: due di loro e Turim, il fratello della vittima, vengono avvelenati dopo aver sfondato la porta per verificare perché nessuno apriva in casa, situata nella frazione di Rughi. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e ha disposto l’esame esterno e le analisi del sangue per capire se la causa della morte dei Kola sia stata l’intossicazione da monossido di carbonio. Almeno il ragazzo era ancora in vita.

La dinamica

Mercoledì alle 19:58, Hajdar chiama il 112, che gli passa il 118. “Mia sorella sta male”, dice all’operatore durante una telefonata durata 11 minuti, prima di perdere i sensi. L’ambulanza arriva sul posto alle 20:03, ma l’indirizzo è sbagliato: probabilmente disorientato dal gas, Kola ha detto di vivere al numero civico 168 invece che al 186. L’ambulanza resta sul posto, chiede ai vicini, suona i campanelli, ma non riesce a trovare l’indirizzo giusto. Chiede quindi aiuto ai carabinieri, che risalgono all’identità della persona che ha dato l’allarme e riescono così a individuare l’indirizzo corretto.

Alle 21.46 le ambulanze sono di fronte alla porta della famiglia Kola, Turim e due carabinieri tentano di entrare nell’abitazione, ma l’aria è irrespirabile e anch’essi vengono colti da un malore e portati via in ambulanza. Nel frattempo arrivano i vigili del fuoco e mettono in sicurezza la casa: i medici del 118 non possono fare altro che constatare il decesso di Arti, Jonida e i loro figli Hajdar e Xhesika, trovati nella camera da letto della figlia.

La caldaia sotto esame

Ora la Procura deve stabilire se la caldaia, che sembra nuova e ancora parzialmente dentro il cellophane, sia stata registrata, installata correttamente e sottoposta ai controlli e ai collaudi previsti dalla legge. La casa in cui è avvenuta la tragedia è stata posta sotto sequestro su ordine della magistratura.

La proprietà appartiene ad Arti Kola, che l’ha comprata circa 3 anni fa: ma solo da circa sei-sette mesi la famiglia vi si era trasferita. La casa sembra essere stata in parte restaurata dallo stesso Arti, forse con l’aiuto di alcuni amici. La Procura dovrà stabilire chi ha installato la caldaia.

Un dramma che lascia senza parole la piccola comunità in provincia di Lucca. Gli amici e i parenti delle vittime arrivano in casa della madre di Arti, nonna dei ragazzi: per ore la donna non sa quello che è successo, nessuno le racconta i dettagli della tragedia. Fino a quando, con il passare delle ore, lo intuisce e qualcuno alla fine è costretto a confermarle la notizia: suo figlio, la nuora e i nipoti sono morti. A quel punto ha un malore e interviene il 118, che le presta le cure necessarie nella sua abitazione.

Il dolore di Porcari

La famiglia Kola era molto amata a Porcari. Non a caso, è stata annullata la sfilata del Carnovale Porcarese prevista per la prossima domenica. Invece della “tordellata”, prevista in parrocchia per sabato, si terrà nella chiesa di San Giusto a Porcari una veglia di preghiera, dopo un momento di raccoglimento nella chiesa di Segromigno in Piano.

Anche a Camigliano, nel comune di Capannori, nelle scuole medie frequentate da Xhesika, le sue compagne e i suoi compagni di classe hanno raccolto le sue poesie. Davanti alla casa della famiglia Kola sono stati deposti mazzi di fiori e anche un palloncino rosso a forma di cuore.

A Porcari, racconta il sindaco, la memoria ritorna al 28 febbraio 1992 quando il monossido di carbonio uccise Raffaello Malanca, la moglie Piera Calistri e le loro due figlie, Ilaria e Greta: furono trovati morti nella loro abitazione a causa di un guasto improvviso alla caldaia a metano.

Il monossido ha colpito di nuovo, a distanza di 34 anni.


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6 febbraio 2026

2026-02-06 07:04:00