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Referendum, Rontani (Capannori Cambia) per il sì: “Basta con i casi di detenzione ingiusta senza punizione”

“Visto che il prossimo fine settimana ci sarà il referendum confermativo sulla legge di riforma costituzionale che riguarda l’organizzazione della magistratura, vorrei suggerire una versione semplificata”. Così inizia Paolo Rontani, consigliere comunale del gruppo di opposizione Capannori Cambia.

“Prima di tutto – spiega – questo referendum era ed è obbligatorio perché la legge costituzionale 253/25 è stata approvata dal Parlamento, ma non ha raggiunto la maggioranza di due terzi dei membri assegnati. Non esiste inoltre un quorum obbligatorio sul numero minimo di partecipanti al voto. Quindi, prevarrà il sì (conferma della nuova legge) o il no (conferma della situazione attuale) sulla base del numero dei voti validamente espressi”.

Continua Rontani: “Non dimentichiamo che in Italia la Magistratura gestisce il potere giudiziario, il Governo il potere esecutivo e il Parlamento il potere legislativo. Le modifiche previste dalla legge 253 riformano la Magistratura, ma non si occupano purtroppo della durata eccessiva dei processi. Tuttavia, questi cambiamenti comportano la separazione delle carriere giuridiche, cosicché finalmente vengono distinti i pubblici ministri dai giudici. Questo serve principalmente a garantire un confronto più ampio tra le parti alla ricerca della verità, dato che il giudice, essendo dello stesso gruppo del pubblico ministero, rischiava di essere influenzato da quest’ultimo, compromettendo la sua obiettività nella determinazione del verdetto”.

“A seguito di questa separazione – prosegue Rontani – era necessario anche il raddoppio del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo che garantisce l’indipendenza e l’autonomia dei giudici. Ora ne viene previsto uno per i giudici e uno per i Pm, entrambi presieduti dal Capo dello Stato. Entrambi composti per un terzo da laici e due terzi da togati, sono ora scelti attraverso il sistema di sorteggio e non più di elezione, come precedentemente. Il cambiamento era necessario per evitare/ridurre la pratica negativa della lottizzazione delle nomine, un fenomeno piuttosto frequente”.

“Infine – aggiunge ancora Rontani – la legge costituzionale 253/25 prevede che le misure disciplinari nei confronti dei magistrati non siano più adottate dal Csm, ma da un nuovo organo esterno chiamato Corte Superiore disciplinare. Composta da 15 giudici, scelti in vari modi ma sempre attraverso un sorteggio (ad eccezione dei tre membri nominati dal Presidente della Repubblica), dovrebbe poter intervenire sulla riduzione degli errori giudiziari, sanzionando finalmente i responsabili. Pensate che dal 1991 ad oggi ci sono stati ben 31.941 casi di ingiusta detenzione, con circa 1 miliardo di euro di risarcimenti, pagati da noi cittadini. Tutto ciò a fronte di false convinzioni dei giudici, comunque indotte, sui fatti oggetto del processo”.

“L’errore giudiziario più noto – ricorda Rontani – è sicuramente quello relativo a Enzo Tortora, ma altrettanto grave è stato quello del pastore sardo Zuncheddu, costretto a subire 33 anni di carcere per un triplice omicidio che si è poi scoperto non avere mai commesso. Io personalmente confermerò con un sì questa riforma, affidandomi alla solidità della nostra Costituzione e all’autorità di controllo della Corte Costituzionale. Inoltre, anche perché l’Italia è uno dei pochissimi paesi in Europa che non aveva ancora separato le carriere dei magistrati”.

“Spero che i cittadini votanti comprendano l’importanza decisionale del loro ruolo e si rechino al seggio in gran numero e con le idee chiare, giovani inclusi. A questi ultimi, in particolare, vorrei ricordare che, se a scuola vi hanno spiegato come l’Italia sia diventata uno stato di diritto, avete nelle vostre mani gli strumenti per assicurare la sua durabilità anche nel futuro: si chiamano libertà di pensiero e di voto”.

2026-03-19 15:55:00