

Lo spoglio del Referendum è giunto alla fine. Il No ha superato il 53 percento, contro circa il 46 percento del Sì. Queste sono le reazioni della destra toscana.
“Ho sostenuto il Sì perché, non solo in qualità di amministratore, ma anche come cittadino, vorrei che questo paese trovasse il coraggio di cambiare. Trovi il coraggio di fare veramente le riforme di cui tutti sostengono che c’è bisogno e poi quando siamo al punto di farle c’è sempre questa grande resistenza. Chi ha l’onore di amministrare, – afferma il sindaco di Lucca, Mario Pardini – deve avere anche il coraggio di provare a realizzare le riforme. Negli ultimi 10 anni tutte le persone, tutti i governi che ci hanno provato e quindi questo per me vale da una parte e dall’altra. Sono contento della grande partecipazione, perché a Lucca hanno votato, se non erro, 10mila persone in più rispetto alle amministrative del 2022. Questo è un dato estremamente positivo. Spero che chiunque governi abbia il coraggio di continuare a cercare di cambiare, perché questo Paese ha un estremo bisogno di essere riformato, perché molte cose non funzionano”.
“L’Italia ha perso una grande occasione, peccato”, commenta Lorenzo Del Barga, consigliere comunale di Difendere Lucca. “Il coraggio e il desiderio di cambiamento non sono soggetti a processo. Fortunatamente direi, – afferma l’assessore alla cultura del Comune di Lucca, Mia Pisano.
“1987 – referendum nucleare – no; 2016 – referendum superamento bicameralismo perfetto – no; 2026 – separazione delle carriere – no. 3 esempi – dichiara Enrico Torrini, presidente del consiglio comunale di Lucca – in cui il popolo si è espresso e in cui ha perso un’occasione. L’Italia rimane bloccata, solo ed esclusivamente a causa della politicizzazione dei quesiti referendari che dovrebbero essere valutati sulle conseguenze che producono certe azioni“.
“Gestire l’Italia – afferma Domenico Caruso, consigliere comunale a Capannori di Noi Moderati – non è affatto difficile…. è impossibile”.
“Con il referendum sul nucleare, – dice Matteo Scannerini, consigliere comunale a Capannori di Forza Italia -, la propaganda che raccontava che le centrali nucleari esplodono e inquinano (solo loro sono riusciti a farne esplodere una), distrusse una legge che oggi ci avrebbe permesso di essere energeticamente indipendenti. Oggi la propaganda ha rallegrato Dino Grandi e chi ancora sfrutta il sistema da lui ideato a suo vantaggio. Chi ha votato No e chi non ha votato, ha deciso così. Spero ne sia valsa la pena. A differenza degli altri, il nostro lato rispetta i risultati. Sono contento di aver lottato per il Sì, raccogliendo insulti che mancavano alla mia collezione. Ora aspettiamo in pace, che si facciano i conti. Io sono presente”.
“Prendiamo atto del risultato del referendum – spiega il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia, Francesco Michelotti – che ha respinto la riforma costituzionale. Continueremo il nostro lavoro per il bene dei toscani, con una nuova consapevolezza. Si vive un grande rammarico, perché la Nazione ha perso la grande occasione di avere una importante riforma che l’avrebbe modernizzata, e che era nel nostro programma elettorale; al contempo, rispettiamo la volontà sovrana dei cittadini toscani, ribadendo che il governo proseguirà. Ci dispiace che in campagna elettorale l’opposizione abbia spesso preferito la mistificazione invece che il confronto democratico. Noi continueremo a mettere al centro le esigenze dei toscani, mantenendo fede al nostro programma. Le accuse strumentali non si addicono a noi, e anche oggi cadono nel vuoto le parole autoreferenziali di chi sa solo strumentalizzare”.
“La sovranità appartiene al popolo e il voto espresso dai cittadini deve essere sempre rispettato. Il paese, – commenta Fabrizio Rossi, deputato toscano di Fratelli d’Italia – perde una grande occasione di riforma e modernizzazione. Rimane il rammarico per un’occasione persa per modernizzare il Paese su un tema centrale come quello dell’ordinamento giudiziario. È stata una campagna referendaria complessa, in cui è stato difficile spiegare una riforma molto tecnica, di fronte a slogan spesso semplificati e fuorvianti, promossi dal fronte del No. Dal punto di vista politico non vi è alcuna conseguenza sul governo nazionale e ancor meno sulle amministrazioni locali. Chi in queste ore sta facendo parallelismi, rimarrà deluso. Mentono sapendo di mentire, dato che ci saranno altri temi elettorali per le elezioni politiche e amministrative. Il risultato referendario non cambia di una virgola la direzione che stiamo seguendo. Continueremo a lavorare per una giustizia più efficiente, giusta e moderna. Il voto No al referendum non significa che in Italia la giustizia sta funzionando bene e che le criticità portate all’attenzione della gente sono sbagliate. I dati e i fatti di ogni giorno parlano chiaro: c’è molto da cambiare e tantissimo da fare per rendere più trasparente certe dinamiche che sono emerse nel corso degli anni. Il governo e Fratelli d’Italia andranno avanti con determinazione, rispettando la volontà popolare, ma con la consapevolezza che il Paese ha bisogno di riforme coraggiose. Oggi abbiamo perso a mio avviso una grande occasione. Il nostro impegno rimane quello di fornire risposte concrete ai cittadini, senza arretrare di fronte alle difficoltà e senza rinunciare a migliorare l’Italia”.
Laconico il presidente del Partito Liberaldemocratico, Andrea Marcucci: “Speravo e mi sono impegnato per un risultato diverso. Non è andata così, il popolo ha deciso diversamente. È un risultato che si deve rispettare, è la bellezza della democrazia“.
Il commento della consigliera di Fratelli d’Italia, Mara Nicodemo: “Sono amareggiata. Molto. È inutile girarci intorno: aspettavo questa occasione fin dai tempi dell’università – dice – PIù di vent’anni fa, in quelle aule, si parlava della separazione delle carriere come un passaggio necessario, fondamentale per realizzare veramente il giusto processo. Speravo un giorno di poter raccontare questa giornata a mia figlia e, poi, ai miei nipoti, dicendo di aver contribuito a migliorare il nostro ordinamento giudiziario con una riforma garantista e progressista. Peccato. Il popolo ha parlato e la democrazia va sempre rispettata. Ma la delusione resta. Profonda. Le elezioni si perdono, lo so bene: ho iniziato a fare politica nel 2014, quando FdI aveva il 3%, e non mi sono mai scoraggiata di fronte a una sconfitta. Ma le elezioni politiche tornano, si ripetono. Occasioni come questa, invece, potrebbero non ritornare più“.
2026-03-23 17:30:00