Press ESC to close

Prodotto in Italia fin dall’inizio: Il Comune di Lucca approva la mozione Coldiretti sulla riforma del Codice Doganale

6 maggio 2026 | 10:44

Share0

Made in Italy fin dal principio: il Comune di Lucca approva la mozione Coldiretti sulla riforma del Codice Doganale

Con l’approvazione unanime dal Comune di Lucca nell’ultima sessione del consiglio, sei comuni della provincia hanno già sostenuto, attraverso una mozione, la richiesta di Coldiretti sul Made in Italy. Le mozioni impegnano le istituzioni competenti a presentare in sede europea la richiesta di revisione del meccanismo stabilito dal Codice doganale dell’Unione Europea, in particolare l’articolo 60 del Regolamento (UE) n.952/2013, il quale permette a grano, latte, frutta, verdura e tutti gli altri prodotti agroalimentari di origine straniera di utilizzare l’etichetta “Made in Italy” solo perché l’ultima trasformazione sostanziale avviene nel nostro Paese.

Oltre al Comune capoluogo di Provincia, anche i Comuni di Piazza al Serchio, Villacollemandina, Capannori e San Romano in Garfagnana si sono già espressi. Come spiega Andrea Elmi, presidente di Coldiretti Lucca: “Conoscere l’origine degli ingredienti che compongono i cibi è una questione di giustizia e trasparenza, oltre ad essere il modo più efficace, immediato ed economico di fornire al consumatore informazioni corrette sul cibo. Il sostegno dei comuni, che rappresentano direttamente i cittadini, è fondamentale per portare al centro del dibattito europeo la questione della tracciabilità dei cibi e della salvaguardia del vero Made in Italy.

L’obiettivo di Coldiretti attraverso la riforma del Codice Doganale è doppio: garantire al consumatore la trasparenza necessaria nella scelta del cibo sano da mettere sulle proprie tavole, al tempo stesso, proteggere il settore agricolo da fenomeni distorsivi sul mercato che evocano in modo artificiosamente erroneo la produzione dei nostri territori. Questi due obiettivi potrebbero essere raggiunti attraverso un’etichettatura obbligatoria dell’origine di tutti i prodotti agroalimentari che permetterebbe di definire in modo preciso la vera provenienza dei prodotti dagli Stati membri europei. “Questa è una lotta che riguarda tutti: agricoltori e cittadini – conclude Elmi – e siamo sicuri che le amministrazioni continueranno a sostenerci in questo percorso per la trasparenza e la salvaguardia della salute”.

2026-05-06 10:44:00