
Lucca, 8 luglio 2026 – Da un unico grande schermo a otto televisori extra lusso. Questa è la nuova ‘programmazione’ dell’ex cinema Italia, situato in via Santa Gemma. La sala e l’edificio di circa 900 metri quadrati, chiusi dal 2014, sono stati venduti alla società immobiliare Santa Gemma, con sede in viale Luporini, che li trasformerà in otto appartamenti moderni e spaziosi con una vista privilegiata sui monumenti racchiusi all’interno delle Mura. Di recente la vecchia insegna è stata sostituita dal pannello di Ippolito Costruzioni, che ha già iniziato i lavori sul complesso, dopo aver restaurato e venduto per circa 7,3mila euro al metro quadro l’ex cartiera Pasquini in via Buiamonti, trasformandola in 29 appartamenti di lusso.
Lo slogan
Inoltre, “non stai solo comprando una casa. Stai comprando un pezzo della storia di questa città”, è stato il messaggio del video promozionale girato tra le rovine dell’ex cinema e diffuso sui social dall’agenzia immobiliare, apparso a molti lucchesi come il film più spaventoso di Hitchcock. Ma l’utopia di un Cinema America raccontato alla maniera lucchese era già svanita più di dieci anni fa, nel 2013, con l’abbandono definitivo della sala da parte del Cineforum Ezechiele, che l’occupava su mandato di don Alessandro Banducci. Già all’epoca, infatti, la curia – proprietaria dei locali – aveva manifestato l’intenzione di vendere l’ex cinema per reperire risorse economiche da destinare al restauro di altri edifici. Allora si parlava di un prezzo di circa 3,5 milioni di euro, che oggi – anche se non vi sono dati ufficiali – dovrebbe essere sceso di circa 2 milioni.
La mobilitazione
All’epoca, la notizia aveva suscitato una forte mobilitazione tra i cinefili e le numerose associazioni che gravitavano intorno a quel luogo: oltre duemila persone firmarono una petizione promossa dal Cineforum Ezechiele, che si offrì anche di prendere in gestione la sala, trasformandola in un centro culturale con una programmazione cinematografica settimanale, in grado di supportare gradualmente gli interventi di ristrutturazione necessari per adeguare l’edificio. Tuttavia, la proposta cadde nel vuoto, a causa della volontà del vescovo Italo Castellani di procedere con le trattative per la vendita. Il colpo finale arrivò nel 2013 con il passaggio dalla pellicola al digitale, e quindi l’obbligo per i cinema di investire in nuove attrezzature.
Il bando
“Esisteva – ricorda il presidente del Cineforum Ezechiele, Maximiliano Dotto – la possibilità di accedere a un bando regionale per finanziare la digitalizzazione, ma il contributo prevedeva l’obbligo di mantenere in funzione la sala per almeno cinque anni. Un vincolo incompatibile con l’intenzione della curia di vendere l’immobile”. Così, nel gennaio 2014, l’associazione trasferì le proprie attività al Cinema Astra e negli spazi della Fondazione Banca del Monte di Lucca. Nell’aprile dello stesso anno, il Cinema Italia chiuse definitivamente. Per oltre dieci anni l’edificio è rimasto inutilizzato, mentre si sono susseguiti tentativi di vendita e proposte di recupero. Tra il 2019 e il 2025, alcuni imprenditori e soggetti istituzionali – tra cui anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – hanno esaminato la possibilità di riapertura, ma i progetti non sono mai andati a buon fine, da un lato a causa della pandemia e dall’altro a causa dell’insostenibilità economica del mantenimento della vocazione artistica e cinematografica del complesso.
Il sogno sfumato
“Questa è stata la fine per noi del sogno di realizzare a Lucca qualcosa di simile all’Arsenale di Pisa, alla Cineteca di Bologna o al Cinema America di Roma – conclude -. Oggi tentare di fare qualcosa di simile è impensabile, sia per la mancanza di spazi che per l’insostenibilità economica del cinema senza il sostegno di fondazioni o entità pubbliche. Certamente, la trasformazione dell’ex cinema in appartamenti di lusso, oltre a generare grande amarezza, segna il peggiore epilogo di questo capitolo”.
2026-07-08 02:00:00