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Muffa, attese e case inadeguate: Potere al Popolo propone una rivoluzione dell’ERP

Lucca, 10 Luglio 2026 – Muffa Sui Muri, Graduatorie Sempre Più Allungate e un Diritto Primario Trasformato in un Bene di Consumo. E’ da Quest’immagine dell’Edilizia Abitativa Pubblica che Emerge Potere Al Popolo Toscana, convinta che l’unica soluzione sia una ristrutturazione completa del sistema.

Lo Realizza attraverso una Raccolta Firme per una Legge di Iniziativa Popolare Regionale che concerne la gestione e l’assegnazione delle abitazioni popolari e, in generale, dell’edilizia abitativa pubblica.

Tra i temi discussi durante il lancio della raccolta firme, c’è stato anche quello dell’Overturism, molto dibattuto, almeno a Lucca. “Lucca è una città che viene progressivamente svenduta. È successo con la Manifattura Tabacchi e con Il Cinema Italia – spiega Nicoletta Gini, segretaria regionale di Potere al Popolo –. Riteniamo necessario un Piano Casa, diverso da quello proposto dal governo, che punti ancora una volta a favorire l’ingresso dei privati nell’edilizia residenziale pubblica”.

L’iniziativa nata dal basso mira precisamente a modificare strutturalmente il sistema. Tra i punti principali, c’è la creazione di un’unico ente regionale incaricato di gestire tutta l’edilizia abitativa pubblica della Toscana. “Oggi ci sono undici Aziende ERP, ciascuna con la sua direzione, e ciò comporta uno spropositato spreco di risorse”. Tra le nuove proposte c’è anche l’incremento della soglia ISEE per l’accesso alle case ERP a 27.000 euro (a Lucca il limite attuale è di 16.500 euro), oltre a bandi ERP ogni due anni anziché quattro e una serie di strumenti per contrastare la rendita immobiliare.

Questa frammentazione, secondo Gini, si riflette direttamente nelle condizioni delle abitazioni popolari. “Visitando quelli di quartieri come Pontetetto, Sant’Anna e San Vito, ci accorgiamo dell’inefficienza del sistema vigente”. La creazione di un’entità unica, secondo la segretaria del movimento, consentirebbe anche di generare nuovi posti di lavoro.

Secondo Gini, le criticità del sistema emergono innanzitutto nelle graduatorie, dove molte persone aspettano per anni l’assegnazione di un alloggio. Quando la casa diventa disponibile, può essere che le condizioni economiche del richiedente siano già cambiate. Tuttavia, i problemi emergono anche nelle assegnazioni, considerate talvolta non adeguate alla composizione o alle esigenze delle famiglie.

“Abbiamo riscontrato il caso di una famiglia composta da tre persone, con un figlio disabile, che viveva in una casa con una sola stanza da letto ed un soggiorno. Oppure persone con disabilità assegnatarie di appartamenti al primo piano senza ascensore”. Gini si sofferma anche su un episodio particolare: “Nel 2021, durante l’amministrazione Tambellini, seguimmo il caso di una ragazza attraverso il nostro sportello sociale. Dovemmo pagarle un soggiorno di una settimana in un Bed and Breakfast perché la casa era così piena di muffa che il figlio, di soli due anni, aveva sviluppato l’asma”.

2026-07-10 13:28:00