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Lucca, da domenica niente messa a San Martino in Vignale: la chiesa di fratel Arturo diventa eremo

LUCCA – Da domenica 30 agosto, a San Martino in Vignale, la messa delle 10.30 non si celebra più. Don Alessio e don Lucio l’hanno detto ai parrocchiani: la chiesa che fu di fratel Arturo Paoli non sarà più parrocchiale. Diventa «eremo diocesano», luogo di preghiera custodito da una presenza religiosa, autonomo dal punto di vista pastorale e giuridico.

La scelta sta nel riassetto della Chiesa lucchese uscito dalla visita pastorale dell’arcivescovo Paolo Giulietti. Il territorio di San Martino passerà alla comunità della Valfreddana sud. La parrocchia, riattivata nel 2003 da monsignor Franco Teani, dal 2006 al 2015 aveva ospitato don Arturo Paoli; da allora la domenica si era continuato a celebrare.

La lettera dei fedeli e i «tre» del vescovo

Un gruppo di parrocchiani ha risposto con una lettera dura. «Quella di San Martino è una comunità che funzionava in nome dell’Eucarestia e non, come ci è stato detto, un ritrovo di amici». Contesta la carenza di sacerdoti: «Non riteniamo giusto che siamo noi a subirne le conseguenze». E chiede: «Eremo per chi? Per che cosa?». L’appello è diretto a monsignor Giulietti: le piccole comunità, scrivono, andrebbero preservate, «l’istituzione Chiesa tende invece a demolire».

L’arcivescovo, il 26 agosto, taglia corto sulla parola chiusura: «Non è che la chiesa verrà chiusa: non ci sarà più la messa la domenica. Questa decisione è stata presa perché non c’è più la comunità». Il numero che mette sul tavolo è secco: «Sa quanti andavano alla messa nella chiesa di San Martino in Vignale? Soltanto in tre». Fonte: La Nazione, 26 agosto 2026.

Marco Vannucci

Corrispondente da Lucca

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Marco Vannucci

È corrispondente da Lucca per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento alle Mura rinascimentali e Piazza dell'Anfiteatro. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.