
Altopascio — Arrivano i numeri di Ascit sulla tariffa puntuale (Tarip) e, per la cittadina del Tau, il bilancio è netto: nel primo semestre di avvio (gennaio 2024) il rifiuto indifferenziato è sceso da 1.352 a 745 tonnellate, pari a un calo del 45% rispetto all’anno precedente.
Lo stesso modello — non più forfettario sui metri quadri, ma legato alla quantità reale di indifferenziato — è partito da Capannori (2013) e Montecarlo (2014), poi si è esteso ad Altopascio, Borgo a Mozzano, Villa Basilica e, da maggio 2026, a Pescaglia. Lì, nei primi tre mesi, l’RSU destinato allo smaltimento è addirittura dimezzato (−52%). A Villa Basilica (settembre 2025) il calo annuo è stato del 33%.
Il meccanismo che rende possibili questi risultati è la tracciabilità: le utenze domestiche usano sacchetti grigi con tag RFID letti dai mezzi Ascit al momento della raccolta porta a porta; per le non domestiche i contenitori hanno tag analoghi, con svuotamento su prenotazione.
Per Altopascio i dati del 2024 restano il riferimento più chiaro: quasi seicento tonnellate di indifferenziato in meno in sei mesi, con un sistema che premia chi differenzia e rende contabile ogni conferimento.
Fonte: La Nazione (Massimo Stefanini), 19 settembre 2026 ore 06:13.
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