
LUCCA – La procura ha chiuso le indagini su Zhilong Lin, 37 anni, residente a Sant’Anna e legale rappresentante di Dolif srl, società unipersonale con sede a Firenze. L’accusa è dichiarazione dei redditi fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti. In Toscana la catena ha quattro megastore – Lucca, Massa, Firenze e Gallicano – con abbigliamento, calzature, pelletteria, casalinghi, ferramenta e giocattoli.
L’avviso di conclusione delle indagini è stato disposto dal procuratore facente funzioni Lucia Rugani al termine del lavoro del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza. La sede lucchese di Dolif dista meno di cinquanta metri dalla caserma delle Fiamme gialle. In passato la società era già finita sotto controllo fiscale, poi chiuso con un accordo con l’Erario.
154 fatture e una ditta senza luce né gas
Secondo i finanzieri, tra il 2020 e il 2024 Dolif avrebbe annotato in contabilità 154 fatture e una nota di credito emesse da «Xin Feng Abbigliamento di Chen Feng», impresa individuale con sede a Milano: imponibile complessivo 1,5 milioni di euro, Iva per 340 mila. I documenti sarebbero finiti nelle dichiarazioni Iva di cinque annualità, con elementi passivi fittizi.
I controlli avrebbero trovato la sede milanese fittizia: niente dipendenti, niente attrezzature, niente utenze di acqua, luce e gas, e debiti fiscali aperti. Il conteggio della Gdf: 4 fatture nel 2020, 39 nel 2021, 45 nel 2022, 44 nel 2023 e 22 nel 2024. I legali di Lin possono depositare memorie e chiedere di essere ascoltati. Il primo punto vendita a Lucca risale a circa 14 anni fa.
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