
VIAREGGIO — La Corte dei conti ha condannato l’imprenditore Lorenzo Giannerini, 32 anni, nato a Viareggio e residente a Pisa, e la consulente Gina Grossi, 53 anni (studio a Montecatini, residenza a Pescia), a risarcire la Regione Toscana per circa 20mila euro. Al centro del giudizio un contributo regionale ottenuto, secondo i giudici, con un preventivo falso.
Giannerini aveva presentato il 17 luglio 2019 una domanda di finanziamento da 24.500 euro per un’impresa di fabbricazione di mobili per arredo domestico, ottenendo un anticipo di 19.600 euro il 2 gennaio 2020 per l’acquisto di un veicolo nuovo e di attrezzature. Alla pratica era allegato un “preventivo” che, secondo l’accusa, era in realtà una stampa dal sito internet del produttore, priva dei requisiti formali essenziali.
Nel fascicolo sequestrato alla professionista Grossi la stampa risultava con i margini superiore e inferiore tagliati, allo scopo di occultare la provenienza dal web e l’identità del precedente utilizzatore. Lo stesso documento sarebbe stato usato anche per un’altra richiesta di finanziamento. Grossi, che disponeva delle credenziali e delle firme digitali di Giannerini, aveva materialmente curato l’inserimento della domanda: i giudici la indicano come ideatrice e organizzatrice dell’illecito, «ricevendo compensi dai percettori».
Nel settembre 2021 il finanziamento era stato revocato; nell’ottobre 2025 la ditta individuale di Giannerini era stata cancellata. Oltre al preventivo fasullo, non era stata presentata alcuna rendicontazione delle spese. Il 32enne non ha mai acquistato il furgone e ha proseguito il lavoro stagionale nell’azienda di famiglia, mentre le poche fatture emesse risultavano di importo irrisorio e non coerenti con l’attività dichiarata.
«La richiesta di finanziamento fu fin dall’inizio finalizzata all’appropriazione di fondi pubblici», concludono i giudici contabili, sottolineando il nesso diretto tra la condotta e il danno erariale. Fonte: Il Tirreno, cronaca del 2 ottobre 2026.
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