
Un momento insolito ha interrotto il ritmo di Fin che la barca va: Piero Chiambretti si è commosso in diretta accanto a Carlo Freccero, tra una riflessione sulla morte e una battuta che ha fatto ridere — e stringere il cuore — allo stesso tempo.
Tutto parte da Freccero, netto: «Adesso comincio a vivere più intensamente, perché penso che potrebbe essere sempre l’ultima volta, quindi mai come adesso riesco a dare un senso alla vita, anche se il senso non c’è». Parole forti, da una figura storica della televisione italiana, che sul volto del conduttore hanno lasciato un segno evidente.
Chiambretti prova subito a spezzare la tensione con una provocazione surreale: «Lei si farà seppellire o cremare, oppure bollire?». Freccero scoppia a ridere: «Ma quando sarò morto… ma che domande sono?». Dietro le risate, però, resta una commozione condivisa, trattenuta a fatica da entrambi.
Poi il conduttore abbassa lo sguardo, si porta le mani al volto per asciugare le lacrime e mormora: «Scusate, sono commosso perché…». La frase resta sospesa. Chiude con un ringraziamento e una stretta di mano che dicono più di qualsiasi commento esplicito.
Il legame tra i due viene da lontano: alla fine degli anni Novanta Chiambretti arrivò nella Rai 2 guidata da Freccero, una stagione spesso ricordata come pionieristica. Quella complicità aiuta a capire perché, a Fin che la barca va, i due abbiano affrontato un tema ancora tabù come la morte senza scivolare nel moralismo.
Il dialogo ha lasciato intendere — senza dirlo apertamente — anche un riferimento a un vissuto personale di Freccero, rendendo la scena ancora più intensa. Tra ironia e lacrime, il passaggio è già diventato uno dei momenti più citati della puntata.
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