
Doveva essere la serata di un voto condiviso, quello per fare di Altopascio una Città amica dei bambini. Si è trasformata invece nell’ennesimo scontro frontale tra maggioranza e minoranza. Il giorno dopo il Consiglio comunale di lunedì 5 ottobre, i consiglieri di opposizione Maurizio Marchetti, Francesco Fagni, Valerio Biagini, Simone Marconi, Fabio Orlandi e Luca Bianchi firmano un attacco durissimo: «Il Comune è scivolato nella totale assenza di trasparenza».
Il punto di partenza era condiviso. Per ottenere il riconoscimento ufficiale di Città amica dei bambini serviva inserire nello Statuto comunale una norma sulla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un progetto sul quale la minoranza aveva collaborato e dato subito il proprio via libera. Ma accanto a quella norma, raccontano i sei consiglieri, in aula è arrivato «un pacchetto con la modifica di altri 30 articoli dello Statuto, spacciati come semplici adempimenti tecno-giuridici».
«Nessun margine per discutere la Costituzione del Comune»
L’opposizione contesta prima di tutto il metodo. «Non c’è stato concesso nessun margine per discutere alcuna proposta sulla riforma della Costituzione comunale – spiegano – come avviene in qualsiasi Comune normale e come è sempre avvenuto anche ad Altopascio, dove si prevede una commissione specifica». I consiglieri ricordano che la legge stessa chiede, alla prima seduta, il voto favorevole di almeno un componente della minoranza. Il pacchetto, invece, «era chiuso» e sono state respinte le proposte che puntavano a garantire più trasparenza amministrativa.
Tra queste, l’emendamento di Simone Marconi per permettere ai cittadini di seguire online le sedute del Consiglio comunale. E sul tavolo c’è anche il nodo degli atti: secondo la minoranza, ad Altopascio non solo un cittadino ma persino un consigliere comunale fatica a trovare online i documenti amministrativi, che restano all’albo pretorio solo per un paio di settimane.
Il caso del difensore civico
Altro passaggio che ha fatto saltare i nervi: dal testo dello Statuto, denunciano i consiglieri, sparisce l’obbligo di istituire il difensore civico dei cittadini. «Addirittura abbiamo sentito dire che il pacchetto era chiuso perché così era richiesto dall’Unicef», aggiungono.
Il finale, per la minoranza, ha il sapore della beffa: dopo aver insistito sulla necessità di votare tutto in fretta, la maggioranza ha scelto di rinviare il pacchetto pur di non cambiare nemmeno una virgola. «Un Consiglio comunale trasformato per l’ennesima volta nel teatrino dell’assurdo – concludono –. Altopascio non merita questo. Lo diciamo e lo diremo sempre: c’è bisogno, al più presto, di un’amministrazione quanto meno normale».
Ora la partita sullo Statuto si sposta alle prossime sedute: resta da capire se la maggioranza riporterà in aula lo stesso testo o se si aprirà quel confronto che l’opposizione chiede da settimane.
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