
Vittorio Sgarbi è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea al Policlinico Gemelli di Roma. Il bollettino medico diffuso il 9 ottobre 2026 indica che le sue condizioni restano stabili.
Il critico d’arte è ancora ricoverato nella struttura romana, dove era arrivato il 30 settembre dopo l’aggravarsi di una polmonite. L’intervento è stato eseguito perché non è stato possibile sospendere il supporto alla ventilazione.
Nel documento clinico si spiega che il miglioramento del quadro polmonare e della microembolia polmonare non ha comunque permesso di interrompere l’assistenza respiratoria, rendendo necessaria la procedura.
La tracheostomia percutanea è una pratica usata in terapia intensiva per favorire la respirazione: prevede un’apertura nella trachea, tra il secondo e il terzo anello, con inserimento di una cannula.
In mattinata fonti vicine a Sgarbi avevano riferito a Fanpage che il professore fosse «sedato e intubato» e quindi non ancora in grado di comunicare a voce. Solo nei momenti in cui la sedazione viene ridotta riuscirebbe a fare un cenno, da cui il riferimento a uno stato «vigile».
La precisazione arriva dopo la smentita dell’avvocato Iacobbi, legale di Evelina Sgarbi e della madre, che hanno annunciato l’intenzione di diffidare la Rai. Secondo il legale, quanto detto da Alberto Matano a La Vita in Diretta l’8 ottobre — e attribuito a Sabrina Colle — non corrispondeva al vero: il conduttore aveva parlato di uno Sgarbi «vigile e in grado di comunicare».
Anche Evelina Sgarbi, 26 anni, è intervenuta tramite il legale per smentire un altro passaggio a lei attribuito sulla possibilità di incontrare il padre, definendolo una «menzogna» e respingendo l’immagine di una persona «cinica e in cerca di visibilità».
Resta confermato il ricovero al Policlinico Gemelli: dopo la tracheostomia percutanea il quadro clinico di Vittorio Sgarbi viene descritto come stabile.
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