
Per gli stabilimenti balneari di Viareggio e di tutta la Versilia il tempo delle proroghe è finito. Giovedì prossimo la Conferenza Unificata ha all’ordine del giorno il parere sulla bozza di bando tipo, il documento con le linee generali a cui ogni Comune dovrà attenersi per mettere a gara le concessioni demaniali marittime previste dalla direttiva Bolkestein.
Il calendario è già scritto: le aste dovranno essere indette entro il 30 giugno 2027 e le spiagge assegnate ai nuovi concessionari entro settembre 2027. Tradotto: la prossima estate i bagni saranno ancora gestiti dagli attuali titolari, mentre chi vincerà le gare entrerà in campo a partire dalla stagione 2028.
Chi resta fuori dalle gare
Andrà tutto all’asta? In linea di massima sì, ma con alcune eccezioni. A fare il punto, in un’intervista a La Nazione, è l’avvocato Massimiliano Campofranco, esperto di concessioni demaniali e appalti pubblici. Non finiranno a gara adesso le concessioni precedenti all’entrata in vigore della Bolkestein (dicembre 2009) che avevano una durata lunga, ad esempio trentennale: una concessione del 2005 con scadenza nel 2035 andrà all’asta solo nel 2035. Mantengono la durata originaria anche le concessioni successive al 2009, purché affidate con una procedura comparativa rispettosa dei principi di pubblicità, imparzialità e trasparenza.
Tutte le altre, invece, vanno a gara: comprese quelle nate prima del 2009 ma che hanno ottenuto una proroga o un rinnovo automatico dopo la direttiva. Queste conservano la loro efficacia fino al 30 settembre 2027. E i Comuni, ha chiarito il legale, dovranno bandire le aste per tutte le concessioni, «a prescindere che ci sia, o no, una richiesta».
Esperienza, assunzioni e investimenti: come si vince
I vecchi concessionari potranno partecipare, ma senza vantaggi automatici. Sarà però valorizzata l’esperienza: sono previsti punteggi tecnici aggiuntivi per chi, nei cinque anni precedenti, ha utilizzato la concessione come prevalente fonte di reddito per sé e per la propria famiglia.
La parte tecnica sarà quella decisiva. La componente economica, secondo Campofranco, peserà al massimo per il 10% del punteggio riservato a quella tecnica. La commissione valuterà, tra l’altro, la disponibilità ad assorbire il personale già impiegato o ad assumere in categorie da tutelare come giovani e disabili, oltre agli investimenti proposti e al loro inserimento nel territorio.
Sul fronte economico, potranno dare punti sia l’aumento dell’indennizzo riconosciuto al concessionario uscente sia un eventuale rialzo sul canone, che varierà in base all’estensione della concessione e alle strutture presenti, come piscina, bar o ristorante. L’indennizzo, a sua volta, comprende il valore degli investimenti non ancora ammortizzati e una somma che garantisca al gestore uscente un’equa remunerazione su quanto investito negli ultimi cinque anni.
Il rischio per la Versilia
Resta la domanda che agita la costa: con le gare, località storiche come la Versilia rischiano di perdere la loro identità? «Il rischio c’è», ha ammesso l’avvocato. La bozza di bando prevede però restrizioni sul subentro e sull’affidamento a terzi, paletti per evitare che l’acquisizione di una concessione diventi una pura operazione speculativa e un punteggio per chi valorizza la specificità del territorio.
Per i clienti degli stabilimenti non è detto che cambi tutto, ma con l’arrivo dei nuovi gestori ognuno potrebbe dover rinegoziare posizione e costi. Per il turismo balneare viareggino e versiliese, insomma, il 2027 si annuncia come un anno di svolta.
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