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Lido di Camaiore, guerra dei pini in via Vittorio Veneto: gli ambientalisti diffidano il Comune e preparano due esposti. «Sedici pini e sette oleandri nel mirino»

Una diffida al Comune e due esposti in arrivo. Il cantiere di via Vittorio Veneto a Lido di Camaiore torna nel mirino degli ambientalisti, che annunciano battaglia contro i lavori di riqualificazione della strada e chiedono ai cittadini di vigilare giorno per giorno su quello che succede sotto i pini.

A firmare l’offensiva sono sei sigle: Amici della Terra, Comitato difesa alberi, Legambiente Versilia, Le voci degli alberi, Coordinamento ambientalista e WWF Altatoscana. Il nodo è sempre lo stesso: il progetto prevede, secondo le associazioni, l’abbattimento programmato di 16 pini e 7 oleandri.

«L’incanto è durato poco»

Gli ambientalisti riconoscono un punto a favore dell’amministrazione: il 9 ottobre il cantiere è partito con le prove di trazione sui pini, costate circa 20mila euro, e non con le motoseghe. Un passaggio che, dicono, rispetta le norme pensate per non abbattere alberi sani. Ma la tregua, raccontano, è finita quasi subito.

Subito dopo, secondo le associazioni, sono stati fatti scavi a pochi centimetri dal fusto degli oleandri, in violazione del Regolamento del Verde dello stesso Comune. «Troviamo singolare che il Comune infranga le proprie leggi e dica di ascoltare, rifiutando poi ogni tipo di confronto», è l’accusa riportata da La Nazione. Le prove di trazione, nella loro lettura, rischiano di essere solo un palliativo.

Allagamenti e asfalto drenante

Le associazioni insistono anche sul fronte idraulico, in una zona che a Lido conosce bene gli allagamenti. La loro proposta: alzare la strada con asfalto drenante e realizzare marciapiedi drenanti, una soluzione che secondo loro non raddoppierebbe i costi e aiuterebbe anche contro la salinizzazione delle falde di acqua dolce, un problema che l’agricoltura di Camaiore conosce da vicino.

Niente di tutto questo, lamentano, è previsto. Resterà il cemento che oggi impermeabilizza i marciapiedi e che, come si sono sentiti rispondere in cantiere, servirebbe ad assicurare la stabilità dei pini. E secondo gli ecologisti non sono previste tecniche per evitare che la strada, nel giro di pochi anni, torni nelle condizioni attuali.

Il «pino espiatorio»

La frase più tagliente è un gioco di parole: in Versilia, dicono le associazioni, esiste il «pino espiatorio» al posto del capro espiatorio. Il senso è che gli incidenti vengono attribuiti alle radici dei pini superstiti invece che a lavori stradali eseguiti male, mentre si tace sul ruolo dei grandi alberi contro calore e inquinamento. Scettici anche sulle nuove piantumazioni promesse, che per fare ombra a strade e case richiederebbero decenni di cure.

Diffida e doppio esposto

Da qui le tre mosse annunciate. La prima è una diffida al Comune perché il rifacimento del manto stradale non venga eseguito con tecniche incompatibili con la tutela delle radici dei pini. La seconda è un esposto sul pericolo di danni all’apparato radicale, legato proprio al nuovo asfalto e agli abbattimenti previsti. La terza è un secondo esposto per chiedere di accertare un potenziale danno erariale del progetto.

Per ora la parola passa all’amministrazione comunale, che dovrà decidere se aprire il confronto chiesto dalle associazioni o tirare dritto con il cantiere.

Fonte: La Nazione Viareggio.

Elisa Rinaldi

Corrispondente da Camaiore

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Elisa Rinaldi

Corrispondente di Camaiore per la redazione di altopascio.info. Racconta assemblee, sport dilettantistico e piccole imprese, tenendo sempre presente la Versilia interna e il Lido. Il suo registro è professionale e caloroso, senza enfasi inutili.

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