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Barga, Ursula Turri soffocata con un cuscino nella sua camera: in Appello ribaltata l’assoluzione, l’ex compagno condannato a 14 anni e 8 mesi

BARGA – Sette anni dopo quella notte di novembre, il caso di Ursula Turri cambia completamente faccia. Oggi, mercoledì 21 ottobre, la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione Fabio Picciolo, 60 anni, ex dipendente comunale ed ex compagno della donna, ribaltando l’assoluzione decisa in primo grado.

Ursula Turri, operatrice socio-sanitaria di 49 anni, era stata trovata senza vita nella camera da letto della sua casa di via Fontana, a Barga, il 19 novembre 2019. Secondo l’accusa è stata uccisa per soffocamento, con un cuscino.

Risarcimenti alla famiglia, la difesa va in Cassazione

Oltre alla pena, i giudici hanno disposto provvisionali per i familiari: 100mila euro per la figlia, 80mila per il padre e 30mila per il fratello della vittima. La quantificazione definitiva dei danni spetterà al giudice civile. Il sostituto procuratore generale Fabio Origlio aveva chiesto 16 anni.

La partita giudiziaria però non è chiusa: i difensori di Picciolo, gli avvocati Riccardo Carloni e Francesco Marenghi, hanno già annunciato ricorso in Cassazione. Fino a sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.

Dall’ipotesi overdose all’omicidio

All’inizio si era pensato perfino a una morte naturale o a un’overdose. Sono stati gli accertamenti medico-legali a cambiare tutto: sul volto della donna c’erano segni compatibili con il bordo di una federa, e altre lesioni lette come possibili tentativi di difesa. Da lì la pista dell’omicidio in camera da letto.

Le indagini si sono concentrate sulla relazione, a fasi alterne, tra Ursula e Picciolo. Per l’accusa il movente sarebbe la gelosia: la donna avrebbe ripreso una relazione con un altro uomo e i messaggi dei giorni precedenti mostrerebbero una tensione crescente.

Il Wi-Fi delle 22.12 e l’orario della morte

Tra gli elementi chiave, un tentativo di collegamento del telefono riconducibile a Picciolo alla rete Wi-Fi della casa di Ursula, registrato alle 22.12 del 19 novembre. Gli investigatori hanno lavorato anche su tabulati, dati informatici, tracce genetiche, lesioni riscontrate sull’imputato e testimonianze sulle ultime ore della donna. Il nodo più conteso è stato l’orario del decesso, collocato dall’accusa in una fascia diversa da quella indicata nella sentenza di primo grado.

Nel febbraio 2024 il gup di Lucca aveva assolto Picciolo per mancanza di prova della sua responsabilità, pur riconoscendo che la morte era stata causata da un’azione violenta. Procura e famiglia, assistita dall’avvocato Paolo Mei, avevano impugnato. Nel giugno 2025 la Corte d’Appello aveva riaperto l’istruttoria, risentendo testimoni e consulenti, compresi gli esperti dei telefoni. Oggi la svolta.

Fonte: Versiliatoday, La Nazione.

Saverio Capecchi

Corrispondente da Barga

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Saverio Capecchi

Corrispondente di Barga per la redazione di altopascio.info. Racconta assemblee, sport dilettantistico e piccole imprese, tenendo sempre presente il Duomo e la valle del Serchio. Il suo registro è professionale e caloroso, senza enfasi inutili.

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