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Capannori, il gatto Theo sbranato a San Ginese di Compito: «Ho ritrovato solo la testa». E a Pierini, giorni fa, una strage di animali: «Lupi e cinghiali fin dentro i cortili»

Lo ha cercato per tutta la notte, poi la mattina dopo ha trovato quello che restava: soltanto la testa. Theo, il gatto che da dodici anni viveva con la sua famiglia a San Ginese di Compito, nel comune di Capannori, è stato letteralmente straziato ieri sera a pochi passi da casa. Ed è proprio da questa perdita che parte lo sfogo di un abitante della frazione, raccolto da LuccaInDiretta, che riporta al centro del dibattito un problema che nel Compitese molti conoscono bene: la fauna selvatica ormai arrivata a ridosso delle abitazioni.

«Una strage di gatti anche a Pierini»

Non sarebbe un caso isolato. Secondo il racconto del residente, giorni fa in località Pierini, sempre a San Ginese, «si è compiuta una strage di gatti ed animali», sorpresi nel sonno o attesi nei giardini di casa che ormai confinano direttamente con il bosco. «Questi lupi e questi cinghiali – denuncia – nottetempo e senza alcun timore per la presenza umana stanno arrivando fin sulle soglie delle case».

L’abitante punta il dito anche contro la scelta di favorire la presenza del lupo per contenere i cinghiali, e lo fa con una domanda polemica: «Perché proprio recentemente sono state reintrodotte famiglie di lupi per bilanciare l’abnorme diffusione dei cinghiali? Animalisti a senso unico?».

Il bosco che si mangia gli oliveti

Dietro gli attacchi, secondo chi vive sulle colline del Compitese, c’è un problema più ampio: l’abbandono delle campagne. «Il bosco avanza ovunque e sta inghiottendo la storia delle nostre colline e dei paesi circostanti – è la denuncia – trasformando oliveti un tempo curati in grovigli di pruni e sterpaglie. Non è solo incuria, è una minaccia tangibile per l’intero territorio».

Un degrado che, nella lettura del residente, ha anche una radice economica e generazionale: «Nessun ragazzo si dedica più alle campagne e all’agricoltura, perché da anni nel settore non è stato dato alcun incentivo». Il risultato è un territorio «sempre più selvaggio», dove gli animali domestici diventano le prime vittime e dove cresce la paura tra le famiglie.

Non è la prima volta che la Piana e le colline lucchesi fanno i conti con attacchi di predatori ad animali domestici e da cortile. Ora, da San Ginese, arriva la richiesta di non ignorare più il problema: a chi tocca, tra Comune, Regione e Ambito di caccia, dare una risposta a chi la notte non lascia più uscire il proprio gatto?


Fabio Romano

Corrispondente da Capannori

© Altopascio.info — Riproduzione riservata

Fabio Romano

Corrispondente da Capannori. Racconta le frazioni, le ville e le assemblee di paese, restando radicato tra Marlia e il Compitese. Per la redazione sceglie un tono sobrio, utile a chi abita il comune.

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