
Fumogeni, cori e una bandiera a stelle e strisce che brucia sull’asfalto davanti alla Prefettura. È il fotogramma che resta della mattinata di oggi, sabato 24 ottobre, a Lucca, dove circa quattrocento studenti hanno attraversato il centro storico in un corteo contro il carovita, il riarmo e le spese militari.
La manifestazione è partita intorno alle 9.30 da piazza San Michele, promossa da Giovane Grido Lucca e dal Faust, il Fronte autonomo studenti territorialisti, insieme a lavoratori e cittadini. Nel mirino «l’aumento di carburanti, spesa, trasporti, energia e stipendi da fame», ma anche i rincari che pesano direttamente sui ragazzi: gli abbonamenti del trasporto pubblico e il prezzo dei libri di scuola.
Il fuoco in piazza Napoleone
In prima fila una catena di giovani a braccetto, a fare da scudo al resto del serpentone. «Ci avete ricattato troppo, adesso tocca a noi», scandivano. E ancora: «Aumentano i prezzi, dimezzano i salari, ma i nostri soldi li danno ai militari». Bersagli dichiarati anche la Nato e gli Stati Uniti.
Il momento di maggiore tensione simbolica, come riporta La Nazione, è arrivato in piazza Napoleone, proprio davanti alla Prefettura: lì è stata data alle fiamme una bandiera americana, i cui resti inceneriti sono rimasti a terra. Poi il corteo ha ripreso il cammino fino alla zona della stazione e a piazzale Ricasoli, dove si è sciolto.
Il clima, del resto, in città è teso da giorni: appena ieri, fuori dall’Ite Carrara, il tentativo di occupazione era sfociato in scontri con un 17enne finito al San Luca e un poliziotto colpito da un fumogeno.
Bianucci: «Ascoltiamoli per una volta»
A difendere la piazza è il consigliere di Sinistra Con, Daniele Bianucci: «Ne hanno detto di ogni cosa negli ultimi giorni su queste ragazze e questi ragazzi, e naturalmente chi ha commesso un qualsiasi tipo di violenza non è in nessun modo giustificabile. Stamani in piazza San Michele ho incontrato tanti giovani determinati quanto non violenti, decisi a protestare perché non hanno intenzione di pagare il conto di guerre che ricade su di loro e sul loro futuro. Ascoltiamoli per una volta».
Del Ghingaro e la volante davanti al liceo
Sul tema interviene anche l’ex sindaco di Viareggio e Capannori, Giorgio Del Ghingaro, che parte da una condanna senza sconti: «Chi distrugge, chi colpisce, chi spacca non protesta. Fa un danno a tutti, e per primi ai suoi compagni. Condanna netta, senza se e senza ma».
Ma poi racconta un dettaglio che lo ha colpito proprio stamani: «Ho visto una macchina della polizia ferma davanti al liceo. Io il liceo l’ho fatto tra la metà e la fine degli anni Settanta, anni durissimi, col terrorismo e la paura vera. Eppure una volante davanti alla scuola, all’ingresso dei ragazzi, non ricordo di averla mai vista. Mai».
Da qui la domanda, posta «a voce alta»: «Non metto in dubbio la buona fede degli agenti, ma siamo sicuri che faccia bene a ragazzi di quindici, sedici anni trovarsi la polizia sulla porta? Un clima da stato di polizia non salva le loro vite e non mette al riparo il loro futuro. Li intimidisce, li fa sentire sospettati. Isoliamo i violenti con fermezza. Ma non trattiamo da sospettata un’intera generazione».
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