
Lucca – Il nome è deciso, almeno sulla carta: il nuovo ponte sul Serchio si chiamerà ponte dell’Airone. La giunta comunale di Lucca ha approvato la delibera che prende atto del percorso partecipativo costruito dalla Provincia, quello che ha coinvolto le scuole del territorio per creare una rosa di nomi, poi sottoposta alla consultazione online dei cittadini. Dalla votazione è uscito «Airone».
Ma a far discutere, più del nome, sono le sedie vuote. Come racconta La Nazione, alla seduta di giunta di martedì scorso, che si è tenuta per giunta in videoconferenza, quindi senza nemmeno doversi spostare, tre assessori non hanno partecipato al voto: Fabio Barsanti e Mia Pisano, entrambi di Difendere Lucca, e l’assessora all’ambiente Cristina Consani, della lista del sindaco Lucca 2032. Assenze che pesano e che il quotidiano legge come un possibile segnale di contrarietà al nome scelto e al metodo usato dalla Provincia.
Il sindaco: «Diamo avvio all’iter»
La linea ufficiale di Palazzo Orsetti resta quella della soddisfazione. «Siamo lieti di dare avvio all’iter burocratico che porterà all’intitolazione ufficiale del nuovo Ponte sul Serchio», hanno dichiarato il sindaco Mario Pardini e l’assessore alla toponomastica Moreno Bruni, rivendicando il coinvolgimento di «tanti giovani studenti del territorio» in quella che definiscono «un’operazione culturale di grande rilievo». Ora la delibera passerà alla Prefettura per i pareri di competenza: solo dopo il nome «Ponte Airone» diventerà ufficiale a tutti gli effetti.
Una ferita aperta da mesi: il caso Ungaretti
Che il nome del ponte fosse un terreno minato, del resto, si era capito già a giugno. Come avevamo raccontato su altopascio.info, sei consiglieri della maggioranza, tra cui i tre di Difendere Lucca e i capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia, avevano firmato l’appello per inserire Giuseppe Ungaretti tra i nomi possibili, contestando un concorso che aveva coinvolto «poche classi» e la terna finale Airone, Arturo Paoli e Matilde di Canossa. Il Comune, dal canto suo, aveva lasciato la scelta alla Provincia, che ha finanziato e costruito l’opera insieme alla Regione.
A esprimere i malumori a voce alta, finora, è stato soprattutto Piero Andreucci, della commissione toponomastica comunale, che a titolo personale ha ripetuto più volte che sarebbe stato tutto da rifare. Le tre assenze in giunta, però, raccontano che probabilmente non è l’unico a pensarla così.
E la domanda resta sul tavolo: se perfino una parte della giunta preferisce non votare il nome di un ponte, quanto è davvero compatta la maggioranza che governa Lucca a pochi mesi dal voto del 2027?
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