
Lucca – Nell’ultimo giorno dell’edizione dei 60 anni, mentre il festival festeggia l’ennesimo pienone, a Lucca torna a farsi sentire chi il centro storico lo vive tutto l’anno. Il comitato Vivere il centro storico ha messo nero su bianco un’analisi punto per punto su Lucca Comics & Games 2026, con una domanda che suona come una provocazione: «Un altro record, ma per chi?». E una proposta destinata a far discutere: condividere la manifestazione con il territorio e portare l’area Movie a Viareggio.
Il punto di partenza sono i numeri dell’edizione 2025 citati dal comitato sulla base dei dati di Vodafone Analytics: oltre 280mila biglietti, più di 900 ospiti, 730 espositori, 30mila cosplayer ufficiali, 1500 appuntamenti e più di 750mila presenze in cinque giorni. «Mentre il festival cresce – è la domanda del gruppo, riportata da Lucca in Diretta – quale prezzo paga la città?».
Il «gioco» dei bagni: 2000 toilette e 120 camion di notte
Il capitolo più curioso, e più concreto, è quello dei servizi igienici. Il comitato lo definisce «un gioco» ma i conti sono precisi: con circa 150mila persone al giorno tra i 14 e i 40 anni si arriverebbe a circa 225mila litri di urina. Considerando che un bagno chimico standard ha una capacità utile di circa 120 litri, secondo il calcolo ne servirebbero intorno a 2000, tenendo conto di quelli sporchi o guasti. Ognuno va svuotato e pulito almeno una volta al giorno, con mezzo e addetto per circa mezz’ora: il totale arriva a 1000 ore di lavoro, da concentrare di notte tra le 20 e le 6. Risultato: «circa 120 automezzi in giro per il centro storico. Niente male come gioco».
Una soluzione? «Purtroppo no», ammette il comitato, che ricorda le code ai bagni di qualsiasi bar e la «vita dura nei vicoli» per chi ha disabilità o difficoltà di movimento.
Parcheggi, negozi e area Movie: «Residenti tra ostaggi e intrusi»
Nel mirino finisce anche la mappa dell’occupazione della città. L’area Movie, ricorda il comitato, è la più estesa: dodici luoghi, da piazza San Michele all’Anfiteatro, da piazza San Francesco al Teatro del Giglio, fino ai cinema Astra e Centrale. Un settore che il gruppo legge come sempre più legato agli interessi commerciali delle grandi produzioni di cinema e tv.
Sul commercio l’attacco è diretto: secondo il comitato i negozi tradizionali «cercano di far passare l’onda» oppure chiudono o affittano a temporary shop di «cibo e cianfrusaglie». Con una frecciata all’assessora che, nel suo post, avrebbe immaginato i visitatori intenti a comprare nei negozi tipici. Sulla mobilità, il quadro è ancora più duro: i posti auto dei residenti, accusa il gruppo, finiscono a visitatori e personale degli espositori, «con i residenti trattati a metà tra ostaggi e intrusi. Tutto organizzato?».
Da qui la proposta: non limitare il festival ma distribuirlo sul territorio, con Viareggio come seconda sede, a partire proprio dall’area Movie. «Non sarebbe un ridimensionamento – sostiene il comitato – ma una scelta di sviluppo». E chiude con una stoccata a Palazzo Orsetti, che si sarebbe invece «prodigata nel duplicare» il Carnevale di Viareggio sulle Mura: «Ognuno ha la sua croce».
Cecchini (Azione): «Lucca Comics figlio della città, non il contrario»
Sulla stessa linea, pur con toni diversi, interviene anche il consigliere comunale di Azione Elvio Cecchini. «La città ha bisogno di continuità, l’evento vive di eccezionalità», osserva, mettendo in guardia dal rischio di un’inversione: è stata la città a rendere riconoscibile l’evento, ma con la sua crescita «è la città che rischia di essere progressivamente adattata alle esigenze dell’evento».
Per Cecchini il successo del festival «non può essere assunto automaticamente come misura del beneficio per Lucca». La capienza del centro storico, sostiene, non può essere misurata solo con il numero massimo di persone ammesse dalle norme di sicurezza: servono «criteri e indicatori verificabili» su mobilità, spazi pubblici, attività ordinarie, tutela dei luoghi e residenza. La conclusione: «Lucca Comics deve continuare a essere figlio della città, non la città figlia di Lucca Comics».
Entrambi, comitato e consigliere, tengono a precisare che nessuno mette in discussione il valore culturale ed economico della manifestazione. Ma la domanda resta sul tavolo per il prossimo anno: quanto può ancora crescere Lucca Comics dentro le Mura?
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