
Un testamento scritto a mano, una donna nominata erede universale e un fratello che grida al falso. È la storia approdata al tribunale di Lucca, dove la giudice civile Carolina Buzio ha respinto la richiesta di mettere sotto sequestro l’intero patrimonio del defunto: case, beni mobili e soldi sui conti.
Tutto parte dalla morte di un uomo, nel dicembre del 2021. Dopo il decesso viene pubblicato un testamento olografo, cioè scritto di pugno, che lascia tutto a una donna. Il fratello del defunto non ci sta: sostiene che quel foglio sia falso e porta in aula consulenze tecniche di parte e gli accertamenti fatti in sede penale. Chiede che venga riconosciuta la successione legittima o, in subordine, che vengano ridotte le disposizioni che gli tolgono la quota di legittima. E intanto, in via cautelare, domanda il sequestro giudiziario di tutto l’asse ereditario.
La donna si è costituita in giudizio respingendo ogni accusa. La sua difesa ha ricordato che la vicenda penale si è chiusa con un’archiviazione e che le perizie disposte hanno confermato l’autenticità del testamento. Ha anche ribadito la propria correttezza e la disponibilità a riconoscere al fratello la quota di legittima che gli spetta per legge.
Perché la giudice ha detto no
Per il tribunale mancano i presupposti per la misura cautelare. Le perizie portate dall’uomo, allo stato degli atti, sono state ritenute bilanciate e neutralizzate da quelle della difesa e dagli accertamenti confluiti nell’archiviazione penale. Quanto al rischio che i beni spariscano, la giudice ha osservato che gli immobili sono già ampiamente tutelati dalla trascrizione della domanda giudiziale e che non è emerso alcun indizio di condotte volte a deteriorare o sottrarre il patrimonio.
C’è poi un punto tecnico che pesa: per il denaro depositato sui conti correnti, ricorda l’ordinanza, il sequestro giudiziario non è lo strumento giusto per vincolare somme o crediti.
L’istanza è stata quindi respinta e la decisione sulle spese è rinviata al giudizio di merito. La partita sull’eredità, insomma, non è chiusa: sarà la causa vera e propria a stabilire se quel testamento scritto a mano regge o no.
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