
23 luglio 2025 | 10:42
“E’ il momento che la politica risponda con trasparenza e responsabilità, mettendo lo sguardo sulla competenza, l’etica e la trasparenza, al fine di creare un futuro in cui la fiducia nelle istituzioni sia meritata”
“È il momento che la politica risponda con trasparenza e responsabilità, mettendo lo sguardo sulla competenza, l’etica e la trasparenza, al fine di costruire un futuro in cui la fiducia nelle istituzioni non sia solo desiderata, ma pienamente meritata”. Afferma il consigliere comunale di Capannori Cambia, Bruno Zappia.
Secondo il consigliere, “Si tende a esaltare, come se fosse una notizia dirompente, l’idea che, avendo la legge subito modifiche, l’illegittimità per doppi o tripli incarichi all’interno della stessa regione non esisterebbe più. Ma è veramente così semplice? È un grido che si alza sempre più forte dalla cittadinanza: il desiderio di vedere all’interno delle nostre istituzioni persone serie e preparate, mosse dalla competenza e dal senso civico, piuttosto che politici selezionati nelle ‘stanze del partito’ solo per affinità o appartenenze. Questa aspirazione al buon senso dovrebbe essere la bussola che guida le scelte e le nomine, assicurando che chi assume incarichi pubblici lo faccia nell’esclusivo interesse della collettività”.
Il chiaro riferimento, spiega Zappia “è alla vicenda del signor Ciacci: un caso emblematico che ha sollevato non poche perplessità e l’intervento autorevole dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione). Il signor Ciacci, secondo quanto rilevato, sarebbe stato ‘colto in flagrante’ non solo per aver ignorato l’inconferibilità e l’incompatibilità tra due ruoli, ma anche per aver continuato a firmare appalti tra Ascit e Cermec (due realtà distinte) senza alcuna gara e con affidamenti diretti.
La vicenda ha immediatamente acceso un allarme all’Anac, che ha rilevato la ‘pericolosità’ dell’inchiesta. Questo non è solo un problema burocratico o formale; è un segnale inquietante sulla possibile vulnerabilità delle istituzioni a pratiche che minano la libera concorrenza, la trasparenza e, in ultima analisi, la fiducia dei cittadini. Il caso Ciacci, tutt’altro che un episodio isolato, ci costringe a riflettere sulla necessità di rafforzare i meccanismi di controllo e di garantire che le leggi, per quanto evolute, non diventino un pretesto per legittimare ciò che, a buon senso, appare inaccettabile. La ‘decadenza legittima’, se interpretata come via libera a posizioni incompatibili o a favoritismi negli affidamenti, rischia di erodere le fondamenta della legalità”.
2025-07-23 10:42:00
