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Enrica Porcari, la prima donna a guidare la strategia digitale del CERN

Quando si tratta di donne, scienza e tecnologia, si parla spesso di un divario di genere che fatica a scomparire. L’ultimo osservatorio di Deloitte dedicato a questo argomento lo conferma: ancora nel 2023 le donne iscritte a un corso STEM – acronimo inglese che include Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica – erano solo il 32,2% del totale.

Nonostante ciò, comprensibilmente, molte donne hanno raggiunto obiettivi professionali di altissimo livello in questi ambiti. Tra queste c’è Enrica Porcari, che dal 2026 è stata la prima responsabile dell’informazione del CERN di Ginevra, e che in Il futuro che non c’era (Sperling & Kupfer) condivide il percorso che l’ha portata alla vetta dell’organizzazione europea per la ricerca nucleare, dove guida l’integrazione di dati, calcolo, Intelligenza Artificiale, tecnologie quantistiche e cybersecurity.

Intervista a Enrica Porcari

Enrica Porcari, cominciamo dagli errori: quale ruolo hanno avuto nel suo percorso professionale e personale?
«All’inizio li percepire come prove che non fossi “abbastanza”, il classico eco della sindrome dell’impostore. Con il passare del tempo, però, ho capito che erano proprio quelle falle a spingermi a cambiare direzione, a crescere, a reinventarmi. Gli errori non sono mai stati un ostacolo: sono stati il punto di partenza per avanzare con maggiore sincerità verso me stessa. Devo però ammettere che non è sempre stato un percorso indolore».

Cosa direbbe a un giovane che oggi inizia la propria carriera riguardo alla possibilità di commettere errori?
«Di non averne paura. L’errore è sgradevole, mina la nostra sicurezza, è vero, ma è anche il segno che stai superando i limiti del noto. Stai allargando la tua zona di comfort. È lì che si impara veramente.
In un mondo che cambia più veloce delle nostre certezze, il vero vantaggio è per chi sa mettersi in discussione, adattarsi, rialzarsi e ripartire. Non per chi rimane fermo per evitare di commettere errori».

Tutti sostengono che non esiste una formula universale per il successo, ma ciascuno di noi ha la sua idea su questo: qual è la sua?
«Non defino il successo con un titolo, un ruolo o un risultato, ma con l’impatto che riesci a generare. È la capacità di restare curiosi, di avere coraggio proprio quando sarebbe più facile essere prudenti, di mantenere la tua voce anche nei luoghi dove il rumore è più forte. Per me, il vero successo è questo: lasciare il mondo un po’ diverso da come l’hai trovato, senza perderti nel processo».

2026-04-01 03:48:00