
27 aprile 2026 | 22:54
L’associazione spera in una ripresa dei cantieri e un coordinamento comune per riunire la Piana sotto lo stesso gestore: “E’ un errore agire separatamente.”
“Dopo la sentenza del Tar Toscana, la gestione del servizio idrico di Geal spa a Lucca è giunta al termine, un risultato prevedibile dalla legge e dal buon senso sul quale non abbiamo mai avuto dubbi. Ora non resta che andare avanti cercando di rimediare per quanto possibile ai danni causati dalle perdite di tempo prodotte da una politica dilettantesca che risiede all’interno del cerchio alberato.” Lo dice il Forum Acqua Pubblica e Si-Cura di Lucca.
Risolvere vecchi e nuovi problemi di acquedotto e fognature è essenziale per la conservazione e la salvaguardia del bene comune acqua. Come Lucca entrerà in questa gestione è una questione determinante per l’intera struttura del servizio nel nord-ovest della Toscana. Per decenni il Comune e i soci privati hanno di fatto concepito il servizio come un’attività economica da cui estrapolare un guadagno garantito che hanno regolarmente incamerato nel bilancio insieme al socio privato, impoverendo la città e non garantendo l’accesso all’acqua e ai servizi a tutti. Questa lunga fase deve essere lasciata indietro e nei pochi anni che intercorreranno tra l’ingresso in Geal e la fine della sua concessione dovranno essere avviati molti cantieri, armonizzando le tariffe in accordo con le agenzie di controllo nazionali”.
Affrontare la questione della presenza di Pfas nelle acque distribuite a San Filippo e nei pozzi di San Pietro a Vico: sono solo alcune delle questioni da affrontare e vincere, eseguendo opere e completandole dal 2027 al 2031 – dice il Forum – C’è un elefante nella stanza, però, che deve essere rimosso, ed è la principale fonte dei problemi presenti nell’intera pianura lucchese: la sua divisione in 3 gestioni del servizio idrico deve essere completamente eliminata prima che scadano le concessioni di Acque spa (2031) e di Gaia (2034).La Multiutility di Firenze avanza da Empoli fino al Basso Valdarno e una Piana lucchese divisa si aprirebbe a operazioni predatorie, indipendentemente dalla composizione del tutto pubblica del capitale di Plures Multiutility”.
“In quanto Forum Acqua Pubblica e Si-Cura, siamo impegnati contro la mercificazione dell’acqua e siamo convinti che l’efficienza del servizio debba essere accompagnata dalla non rilevanza economica dello stesso – continua la nota – I Comuni non dovrebbero includere nel bilancio i profitti derivati dal servizio, ma piuttosto assicurarsi che il gestore attui i piani di ambito in maniera rapida, con efficienza economica e rendendo pubblici i patti parasociali, a Lucca come altrove. Nelle prossime settimane promuoveremo momenti di discussione e approfondimento pubblici, ma ora è il momento di agire e chi detiene il potere a Lucca deve fare la sua parte o finiremo schiacciati dallo storico conflitto di potere tra Firenze e Pisa, soprattutto ora che il modello di gestione in house ha prevalso a Firenze e nei suoi dintorni. A partire dal 2027 Lucca sarà in Gaia e contemporaneamente Publiacque o chi per essa sarà al 100% pubblica e non quotata in borsa, determinando le “condizioni politiche” per l’uscita di Acea spa anche dalla gestione di Acque Spa, quindi anche nella Piana di Lucca”.
“Fare o non fare scelte giuste e in tempi rapidi ora significa recuperare o perdere ulteriore tempo per rimettere a pari la barca: Lucca ha combattuto una battaglia da sola e l’ha persa, sarebbe un errore fare lo stesso a Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo”.
2026-04-27 22:54:00
