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Porcari, tragedia della famiglia Kola uccisa dalla caldaia difettosa: ci sono tre indagati per omicidio colposo

di
Simone Dinelli

Gli approfondimenti si sono concentrati in particolare sul distacco del tubo collegato alla caldaia e sul foro di areazione trovato coperto dagli investigatori durante i sopralluoghi. Tre mesi fa la famiglia morì mentre cenava a causa delle esalazioni del monossido

Svolta nella tragedia che lo scorso 4 febbraio vide la morte a Porcari, piccolo comune della Piana di Lucca, dei quattro componenti della famiglia Kola, uccisi da una fuoriuscita di monossido di carbonio dalla caldaia di casa. La Procura di Lucca ha infatti iscritto tre persone nel registro degli indagati, per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. 

Come svelato da Il Tirreno, queste persone dovranno nominare un avvocato o un consulente in occasione di un accertamento tecnico irripetibile sull’impianto di riscaldamento all’origine della tragedia, in programma la prossima settimana. 


















































A perdere la vita, quasi 3 mesi fa, furono tutti i componenti di una famiglia di origine albanese, da tempo residente in Italia e ben inserita a Porcari: il padre Arti Kola, 48 anni, operaio di professione; la madre Jonida, 43 anni, casalinga; il figlio maggiore Hajdar, 22 anni, elettricista; la figlia più piccola Xhesika, 15 anni, studentessa. La sera del 4 febbraio i quattro si apprestavano a cenare, quando le esalazioni fuoriuscite dalla caldaia li colsero in modo “silenzioso”, senza lasciar loro via di scampo. 

La Procura nelle scorse settimane ha disposto una serie di simulazioni tecniche affidate ai vigili del fuoco per ricostruire il funzionamento dell’impianto e capire in che modo il gas killer abbia saturato in poche ore i locali della villetta, di nuova costruzione. Approfondimenti che si concentrano in particolare sul distacco del tubo collegato alla caldaia e sul foro di areazione trovato coperto dagli investigatori durante i sopralluoghi. I fumi, anziché uscire all’esterno, avrebbero saturato lentamente gli ambienti domestici, fino a stordire e poi annullare in uno stato soporoso letale i componenti del nucleo familiare. 

Nelle verifiche sarebbe emerso anche un altro elemento cruciale: l’immobile risultava dotato della certificazione di agibilità. E chi ha firmato quel documento ora rischia l’accusa di omicidio colposo per la quale è necessario il passaggio dell’esperimento giudiziale, con la caldaia al centro di verifiche e prove, alla presenza di tutte le parti coinvolte nel procedimento. 

La tragedia di Porcari provocò un’ondata emotiva enorme, con una raccolta di fondi popolare che superò i 100 mila euro, utilizzati per il rimpatrio in Albania dei corpi della famiglia Kola.


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29 maggio 2026 ( modifica il 29 maggio 2026 | 10:13)

2026-05-29 10:13:00