
“L’amministrazione comunale ha ribadito più volte di voler ristrutturare il Porta Elisa“: così ha dichiarato il vice sindaco e assessore allo Sport Fabio Barsanti, nostro ospite nella giornata di ieri. Barsanti ha ricostruito la storia dello stadio, inclusi tutti i progetti correlati. “Fin da quando i vecchi progetti privati per lo stadio sono saltati, abbiamo sempre espresso la disponibilità a ricostruire lo stadio, seppur a blocchi. Con l’arrivo del presidente Brunori, che ricordiamo è venuto a Lucca grazie a un bando dell’amministrazione comunale e una commissione altamente qualificata che ha dato parere favorevole, da subito nei mesi seguenti abbiamo pensato a un importante intervento allo stadio con la nuova società”.
Che cosa è successo da allora? Si parla di ostacoli… “Non ci siamo bloccati, ricordiamo che questa amministrazione sta facendo molto sul piano dell’azione e che per lo sport abbiamo deciso di cambiare ritmo, ma la proposta del presidente Brunori è importante e richiede uno studio dettagliato e l’attenzione che merita”.
Il presidente critica i tempi. “Stiamo parlando di un dialogo che dura da circa 9 mesi, con un progetto impegnativo e ricordo che quando si parla di stadi, come si può vedere accadere nelle città vicine, non sono sufficienti molti anni. Il tempo impiegato è stato necessario per allineare gli obiettivi”.
Cosa manca adesso? “Manca che la società presenti un progetto: da parte nostra abbiamo dato rassicurazioni che vogliamo procedere e l’intenzione è stata condivisa con gli uffici”.
Torri faro: molti non hanno capito cosa è successo. “Le torri faro sono state considerate non idonee dalla Commissione di Vigilanza: c’erano dei rischi. Da tempo abbiamo deciso di trovare risorse (oltre 2,8 milioni di euro) e redigere un progetto esecutivo per fornire all’impianto nuove torri utilizzabili in ogni categoria, ma nel progetto del presidente Brunori l’illuminazione sarebbe sopra le coperture dei settori e non con le quattro torri agli angoli. Eravamo e siamo pronti a mettere il progetto per le torri a gara, ma farlo avrebbe contraddetto l’idea di ristrutturazione di cui si parla. In ogni caso, per la serie D non sono richieste”.
Circa l’impianto di Saltocchio c’è molta confusione: qual è la situazione e perché non è agibile? “Facciamo chiarezza: l’impianto potrebbe essere accessibile agli spettatori in rete, ma la Lucchese, legittimamente, ha deciso, non essendoci l’omologazione alla tribuna, di non far entrare nessuno. Ho dato indicazioni agli uffici per trovare una soluzione con il progettista per consentire l’accesso a un numero limitato di spettatori. Nel frattempo, il progettista sta lavorando per l’agibilità definitiva: attendiamo un via libera dal Genio Civile che dovrebbe arrivare a fine agosto. Preciso che quell’impianto non è mai stato agibile per spettacoli pubblici”.
Il presidente Brunori ha menzionato solo due campi per tutte le squadre rossonere. “La Lucchese ha Saltocchio e San Vito, abbiamo organizzato un incontro tra la Lucchese e il Santa Maria del Giudice, dopo che il presidente ha espresso la richiesta di un campo in erba naturale per far allenare la prima squadra, e su quel campo potranno allenarsi o giocare anche le squadre giovanili. Ci è stato chiesto di rifare il campo e stiamo installando le torri faro”.
Qual è la situazione dei lavori all’Acquedotto? “Abbiamo terminato i lavori PNRR nei tempi stabiliti, ora stiamo effettuando alcuni lavori aggiuntivi che si concluderanno a settembre: poi gli impianti saranno a disposizione di minicar, rugby, baseball, softball e cricket, per questi ultimi sono ancora necessarie risorse che abbiamo per ottenere l’omologazione. Ricordo che non era possibile costruire nulla di nuovo, siamo sulla golena del fiume”.
E cosa ne è del centro sportivo rossonero? “Dopo che sono emersi problemi per un’ipotesi nella zona est dove c’erano solo terreni privati, stiamo lavorando a diverse alternative”.
Potrebbe darci una panoramica dei campi comunali? “I 4 campi di cui siamo tornati in possesso dopo “discutibili” concessioni o scadenze sono stati per la prima volta tutti portati a norma. Santa Maria a Colle funge da impianto pilota per chi è in attesa di un campo, Montuolo e S. Anna sono pronti per essere messi a bando, San Cassiano nei prossimi mesi vedrà la sentenza del Tar”.
Per quanto riguarda la piscina comunale, la richiesta di dotare nuovamente la città di un impianto è molto urgente: come state procedendo? “Vorrei precisare che la piscina del Palazzetto non era conforme sotto vari aspetti e si scontrava con la necessità di tenerla chiusa quando c’è il basket, infatti non si progettano più piscine all’interno dei palazzetti. Avevamo deciso di avviare una apertura temporanea per quattro anni, ma chi gestiva l’impianto per 17 anni si è opposto. L’obiettivo è creare una nuova piscina nell’area attualmente occupata dal campo nomadi”.
2026-07-26 07:14:00