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Pisa, 62 docenti del Buonarroti all’attacco: «Libertà educativa, no alle gabbie»

PISA — Sessantadue firme, un collegio docenti e un messaggio netto al Ministero: al liceo «Filippo Buonarroti» di Pisa i professori alzano la voce sull’anno scolastico appena iniziato. La mozione, presentata oggi 14 settembre, chiede di tenere aperto il dialogo con gli studenti e di difendere la libertà educativa «come sancito dalla Costituzione antifascista».

I docenti firmatari dicono di essere preoccupati per «molte restrizioni e riforme» introdotte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Non è una lettera generica: il testo elenca cinque punti concreti su cui chiedono chiarezza e resistenza collettiva.

Primo fronte, l’organizzazione oraria e le condizioni nelle aule. I professori segnalano la riorganizzazione degli istituti tecnici e «scarsissimi investimenti» per evitare classi invivibili quando le temperature salgono (o precipitano) a livelli «dannosi per la salute» di lavoratori e alunni, come già accaduto lo scorso anno.

Secondo, le nuove Indicazioni Nazionali: nella mozione vengono descritte come un impianto «tradizionalista e iper-identitario», in cui la scuola perderebbe la funzione di collante tra culture a favore di una visione giudicata «occidentalista, eurocentrica e nazionalista».

Terzo e quarto punto riguardano la disciplina e la libertà di insegnamento. I firmatari denunciano un irrigidimento su voto di condotta e sanzioni, e il rischio di restringere espressione e didattica. Citano l’episodio dello scorso anno in provincia di Pisa, con ispettori ministeriali dopo il collegamento online alla conferenza della relatrice Onu Francesca Albanese e la sanzione alla docente organizzatrice.

Quinto, allarme sul ddl sull’antisemitismo in discussione: se approvato — scrivono — potrebbe introdurre «restrizioni tali» da frenare la disamina serena di storia e attualità, con una forma di «censura normativa» sul dibattito giuridico, politico e scientifico.

«Auspichiamo che possa essere mantenuta e difesa l’impostazione dialogante e non autoritaria con la componente studentesca» e «l’approccio critico verso la cultura» che caratterizza il Buonarroti «da più di cinquant’anni», concludono i 62 docenti. Una presa di posizione che, a Pisa, riaccende il confronto tra scuola, Ministero e libertà di insegnamento all’apertura dell’anno.

Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa

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Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso all'Arno e la vita universitaria intorno a piazza dei Miracoli. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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