Press ESC to close

[REGIONE UMBRIA] COMMISSIONE STATUTO: COMMISSIONI D'INCHIESTA E MODALITÀ DISCUSSIONE BILANCIO E DAP: NECESSARIO ADEGUARE R…

(Acs) Perugia, 21 giugno 2017 – La Commissione per le riforme statutarie e regolamentari, su proposta del presidente Silvano Rometti, ha dato mandato agli uffici di Palazzo Cesaroni di formulare una proposta tecnica che adegui il regolamento a quanto previsto dallo Statuto della Regione, chiarendo le procedure in ordine all’istituzione delle Commissioni speciali di inchiesta. La questione è in questi giorni oggetto di confronto in seno agli organi di Palazzo Cesaroni dopo la presentazione da parte di tutti gli otto rappresentanti dei gruppi di opposizione (M5S, Forza Italia, Ricci presidente, Lega Nord e Fratelli d’Italia) della richiesta di istituzione di Commissione d’inchiesta avente ad oggetto: ‘Gestione delle imprese della mobilità pubblica partecipate dalla Regione Umbria, e individuazione delle cause dell’attuale crisi finanziaria di Umbria Mobilità e di altre imprese della mobilità operanti nella Regione Umbria’.  

In merito alla costituzione delle Commissioni di inchiesta lo Statuto regionale stabilisce (art. 54) che è istituita una Commissione di inchiesta “allorché un terzo dei Consiglieri ne presenti richiesta motivata all’Ufficio di Presidenza”. Il regolamento interno su questo tema indica che la “proposta di nomina di Commissione di inchiesta è deliberata dall’Assemblea nella seduta immediatamente successiva alla rituale formalizzazione della richiesta”. La questione che dovrà quindi chiarire la Commissione riforme statutarie, sulla base della proposta tecnica che verrà dagli uffici, sarà di specificare la natura e i contenuti della deliberazione che sarà messa in votazione in Aula, posto che per gli effetti della norma statutaria la Commissione è comunque istituita, perché 8 consiglieri su 21 ne hanno fatta formale richiesta.

Nel corso del dibattito, con accenti e sottolineature diverse, i consiglieri, Squarta (FdI), Carbonari e Liberati (M5S), Ricci e De Vincenzi (RP), Mancini (LN), Nevi (FI) hanno sottolineato la necessità del rispetto “rigoroso” quanto stabilito dallo Statuto, limitando le eventuali modifiche regolamentari a contenuti che definiscano in maniera chiara in cosa consiste l’atto che dovrà essere votato. Senza altri interventi che possano in qualche modo porre limiti alle “legittime iniziative ispettive dei consiglieri”. Da parte del consigliere Chiacchieroni (PD) si è sottolineata la necessità di ricercare soluzioni unitarie e, in attesa della definizione regolamentare, ha proposto di avviare in sede di Comitato di Vigilanza e controllo un approfondimento sui temi proposti dalla Commissione di inchiesta. Una proposta quest’ultima condivisa anche da Ricci (RP).  

Nella sua introduzione, Rometti, pur chiarendo che le proposte di modifica avrebbero riguardato solo il regolamento, ha comunque sottolineato che solo due regioni (Toscana e Liguria) prevedono la costituzione obbligatoria di Commissioni di inchiesta come in Umbria anche se con indicazione del numero massimo, invece assente nello Statuto umbro.
Nel corso della seduta, sempre su proposta del presidente Rometti, la Commissione ha incaricato di predisporre due proposte tecniche, la prima  tesa ad adeguare il regolamento interno a quanto dispone il decreto “118/2011” in materia di gestione delle procedure in materia di sessione di bilancio. L’altra per modificare i meccanismi di approvazione in Aula del Documento annuale di programmazione, in quanto gli attuali (si vota una risoluzione che di fatto approva l’intero testo del Dap) non consentono alcuna possibilità di intervento sui contenuti da parte dei consiglieri. TB/

Fonte: Regione Umbria