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PORCARI Giovanni Baldacci: “mi candido perchè non mi accontento”

LUCCA – “Giovanni Baldacci, nato a Porcari 22 Maggio 1952. Sposato due figli due nipotini la mia gioia, Lucchese doc. Imprenditore Pensionato.

Perchè: mi candido come consigliere comunale? Perchè: non mi accontento.
Ritengo che sia necessario porre l’interesse per l’Uomo come individuo e per i valori della persona Umana, sempre al centro di ogni decisione amministrativa o di governo dello Stato.

 

Ottenendo, Diritti e Valori Umani in arte ed in politica secondo i principi di solidarietà, sussidiarietà, tutela della persona, esaltazione della bellezza ed approfondimento del sapere. Contrapponendosi a tutte quelle linee politiche globalizzanti le quali, privilegiando per i propri fini speculativi una visione globale dell’uomo inteso come aggregato di individui, sottovalutando, oppure denigrando la figura dell’uomo inteso come singolo individuo artefice o interprete di cultura e di valori umani.

Non mi accontento quando vedo che non esiste un sistema turistico strutturato nel territorio e che le amministrazioni che si sono succedute nulla hanno fatto per incentivarlo.

Non mi accontento di un orticello tutto mio perché so che è più produttivo per tutti coltivare un vasto campo e andare al raccolto insieme.
Non mi accontento di qualcuno che si occupi dell’ordinaria amministrazione, esigo che chi ci amministri sappia pensare in grande.

Non mi accontento perché non mi arrendo alla cinica idea che tanto le cose non possano cambiare mai.
Non mi accontento di farmi solo i miei affari: vivo in una comunità che vorrei contribuire nel mio piccolo a far crescere e a cui vorrei lasciare qualcosa di me.

Non mi accontento perché ad accontentarsi si gode solo delle briciole di una tavola che potrebbe sfamare tutti.

Non mi accontento di sedermi in un angolo a gridare “ve l’avevo detto”. Voglio prendermi le mie responsabilità, voglio essere parte attiva di qualcosa di grande e bello per il mio territorio.

Non mi accontento perché ho la certezza che “tanto NON sono tutti uguali” e che c’è ancora gente onesta che può amministrare in maniera intelligente.

Non mi accontento di pochi e basilari servizi sociali. Vorrei che nella città in cui vivo tutti abbiano la possibilità di essere aiutati in situazioni di disagio perché da ciò si capisce il grado di civiltà di una comunità.
Non mi accontento quando so che si potrebbe generare benessere diffuso percorrendo strade amministrative, nuove alternative e coraggiose.

La famiglia soggetto nella vita della chiesa e del mondo

 

Basata sulla salda roccia del sacramento del matrimonio la famiglia diventa l’esperienza fondamentale di vita umana, personale, sociale.

 

È soggetto che per volontà di Dio, proprio in virtù del sacramento del matrimonio concorre a costruire la comunità Con evidenti responsabilità differenti da vivere in comunione con tutti i ministeri.

 

Si tratta della coppia e dei figli, dei nonni e dei nipoti, della stessa parentela stretta che si presenta come unità di vita, di fede, con responsabilità educative e formative, di annuncio e di responsabilità sociale.

 

Vi sono malattie che hanno incubazioni molto lunghe, ma, quando si manifestano, esplodono improvvise , a volte ci appaiono incontrastabili, inguaribili.
L’ uomo ha costruito nel corso della sua storia millenaria un ‘ evoluzione sociale che in alcuni casi è straordinaria sia in campo lavorativo, sia in quello scientifico che culturale, ma…. quella malattia occulta , in questi ultimi 40 anni circa, sta uscendo dallo stato di incubazione, con mio sommo dispiacere, è destinata a distruggere quanto di buono nel corso della storia del genere umano, era stato costruito di solido, concreto e affidabile.
Questo virus si chiama “ MODERNITA’ “ a tutti i costi.

 

Oggi è molto , impegnativo, rendersi conto fino a quale profondità si debba scavare per incontrare le radici prime e uniche, che ci hanno portato , traguardi ai quali siamo giunti, anche se non da tutti gli obbiettivi, che ora vedo allontanarsi sempre più.
Mi domando : a che cosa sono serviti i sacrifici dei nostri avi ?
La radice, il seme che ha fatto, crescere l’umanità , ma che funziona molto bene anche come vaccino per la modernità ad ogni costo, ha un solo nome: FAMIGLIA:
La famiglia è , condivisione, è il luogo dove si teorizzano progetti futuri, che poi costruiremo insieme, è dove reciprocamente cerchiamo soluzioni. è la cellula primaria, la più importante alle quale SI DEVE PRESTARE ATTENZIONE..
L’ uomo tradizionale, quello di 60 -70 anni fa, ma soprattutto quello ancora più antico non aveva certamente la stessa esperienza e conoscenza scientifica, subentrata nell’uomo moderno, ma aveva una sensazione sovratemporale della temporalità e in questa sensazione egli viveva ogni forma del suo mondo.
Questa , incapacità, dove , la maggior parte degli esseri moderni sanno ,di non comprendere tutto questo, li sta portando a vivere un mondo costruito da altri uomini, i quali si occupano di curare solitamente i propri interessi senza tenere conto della singola cellula, che, in realtà, compone il loro stesso mondo.
Quale speranza diamo alle nuove generazioni, se distruggiamo la sua prima cellula ? Non si può immaginare un futuro che non si basi su di essa : LA FAMIGLIA.
sono convinto che questo momento sia un punto di partenza per creare una integrazione sociale, che porti al rispetto, trasparenza, onestà , moralità , ai valori, quindi all’amicizia, alla famiglia .Società in cui tutte le sue parti sono saldamente collegate tra loro e formano una totalità delimitata rispetto all’esterno. Parti della società sono i singoli individui in quanto membri della comunità sociale, le famiglie, i ceti, i gruppi, le classi, gli strati, le associazioni, le unioni e i partiti nonché i sottosistemi specializzati nello svolgimento di determinate funzioni, come ad esempio i sistemi dell’economia, della politica ,del lavoro, del diritto, della scienza, della medicina, dei mass media e della religione.

Fonte: Lo Schermo