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Mancini cerca di salvare la Lucchese, ma quanta ostilità

Nicola D’Andrea concorda a dialogare con TOSCANAGOL, concedendo un’intervista intensa e molto dettagliata. Il suo obiettivo, insieme al nuovo CEO della Lucchese, è quello di gettare luce su molte questioni relative alla tumultuosa situazione in cui si trova il club rossonero da molti giorni.
“Non ho niente da nascondere – così inizia – È giunto il momento di svelare la verità. Benedetto Mancini sta cercando di salvare la Lucchese, ma il suo arrivo è stato accolto in modo decisamente ostile”.

A Lucca, la situazione è diventata insopportabile. “Cosa abbiamo noi da fare con quanto è stato fatto finora? Dovreste sapere che i “pirati” sono gli altri, non noi. Siamo arrivati qui solo pochi giorni fa, eppure sembra che il problema siamo noi. Per essere precisi, siamo più la soluzione che il problema.”.

Non è facilmente chiaro il seguente punto: perché si è comportato Mancini in modo tale da ereditare una società sull’orlo del fallimento a Lucca? Cosa intende realizzare? “Pensa di poter condurre qui un’attività commerciale. Se l’azienda viene riportata sulla giusta strada può essere sistemata. Ha un’infrastruttura alberghiera più preziosa rispetto a quanto esposto nel bilancio. C’è molto da fare. Mancini ha le risorse necessarie per affrontare le esigenze del momento, probabilmente vuole risanare l’azienda e, perché no, rivenderla.” .

D’Andrea non è mai stato a Lucca nei giorni recenti, ma è a conoscenza della ostile atmosfera con cui viene circondato. “Siamo arrivati solo da poco e il sindaco fa visita alla squadra durante gli allenamenti e ci invia una email con una minaccia di revocare la concessione per inadempienza. Dove si trovava il sindaco in tutti questi mesi, quando sono state commesse tante irregolarità? Mancini è andato al campo e l’allenatore non gli ha permesso di parlare. E se poi riesce a sistemare tutto e a pagare? Lasciamolo fare la sua parte”.

Giusto, e secondo lei, pagherà e quanto? “Quello che è incredibile in tutto questo è che una società di prestigio come la Lucchese rischia il fallimento per un debito di 600 mila euro verso i giocatori (secondo i revisori dell’amministrazione, sarebbe di 950 mila euro, ndr)”.

E gli altri debiti? “Possono essere facilmente liquidati. È importante dare il tempo a Mancini. Dopo tutto, la scadenza è il 16 aprile, qui sembra invece che tutto debba essere fatto immediatamente. Continuo a ricevere chiamate da persone che vogliono i loro soldi. Qui, ognuno parla e comanda, e noi siamo quelli che devono pagare”..

I giocatori, invece, hanno assunto una posizione definitiva, con scadenza venerdì 4 aprile. “È una decisione che non riesco a capire. Capisco che stiano facendo pressioni per ottenere i loro soldi, ma loro sono protetti da una garanzia e da un documento firmato dall’ex presidente Longo, che non conosco, che garantisce loro il 50% delle retribuzioni in qualsiasi circostanza, anche in caso di fallimento, rendendoli una sorta di creditori privilegiati. C’è un accordo con il campionato secondo il quale la Lucchese deve terminare la stagione. Se la Lucchese andasse in bancarotta, l’integrità del campionato sarebbe compromessa. La lega dovrebbe intervenire per far rispettare quest’accordo. Anche la lega è responsabile se la Lucchese si trova in questa situazione”..

Credi che Mancini pagherà? “Sta cercando di fare del suo meglio. Tuttavia, se dovesse pagare, commetterebbe un’infrazione”. A cosa si riferisce? “Deve pagare attraverso un conto dedicato, ma il conto della Lucchese è stato messo sotto sequestro dai procuratori che avanzano le loro pretese. Non c’è tempo reale per sbloccarlo, quindi sarebbe obbligato a pagare da un conto della BM Sport&Management, commettendo un’infrazione che comporterebbe la penalizzazione di due punti nella prossima stagione”..

D’Andrea (che afferma, tra l’altro, di non conoscere di persona nessuno del gruppo Bulgarella), poi aggiunge “ho accettato questo incarico senza ricevere compenso. Se riusciremo a salvare l’azienda, ne parleremo dopo. Non voglio che la gente pensi che sia venuto qui per fare profitto. Ho visto un’opportunità lavorativa e, se la situazione diventa normale, sarà per me un’esperienza in una società prestigiosa e conosciuta. Ho 42 anni, ho deciso di investire su me stesso. Non conosco personalmente Veli e ho consigliato a Mancini di non partecipare alla conferenza stampa: gli ho detto di pagare prima e poi di presentarsi. Aggiungo anche che se Benedetto non dovesse pagare entro la serata di domani, sarei io il primo a portare i libri in tribunale e a denunciare tutti”..

Infine, un chiarimento, dal momento che pochi giorni fa lo stesso D’Andrea aveva accennato all’ingresso di altri imprenditori nella Lucchese. “Mancini non vuole società. Credo, comunque, che ci possano essere forze imprenditoriali nel territorio disposte a sostenerci se presentiamo un progetto solido. A tal proposito, ho già ricevuto segnalazioni importanti che mi danno molta fiducia”.

2025-04-03 23:31:00