
Nel mese di novembre, le imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa prevedono circa 6.700 nuove assunzioni. La crescita è guidata principalmente dal territorio lucchese, che mostra uno dei recuperi più significativi dell’area. Il bilancio rimane complessivamente positivo nell’intera area, anche sottraendo le entrate del settore agricolo, registrate per la prima volta da luglio. Nonostante la domanda sia in aumento, il mismatch rimane significativo: più della metà delle assunzioni previste riscontra ancora difficoltà di reperimento. Il problema è comune nelle tre province, con diversi livelli ma un elemento comune: i profili tecnici e gli operai specializzati continuano ad essere le figure più carenti, rallentando la capacità del sistema produttivo di soddisfare le proprie esigenze.
Conferma quindi un mercato del lavoro dinamico ma ancora caratterizzato da squilibri strutturali, come dimostrato dai risultati del sondaggio mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’elaborazione della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dell’Istituto Studi e Ricerche – ISR, su un campione di oltre 1.700 imprese con dipendenti.
“La domanda di lavoro a novembre 2025 torna a crescere rispetto allo stesso mese del 2024 – commenta Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest – ma il mismatch tra competenze richieste e profili disponibili rimane significativo. Per colmare il divario, è necessaria una collaborazione tra enti pubblici e privati. La Camera sta agendo con strumenti specifici: formazione mirata, PCTO e stage sviluppati con la Fondazione ISI, oltre a contributi alle imprese che accolgono studenti e certificano le loro competenze, in modo da rafforzare il ponte tra scuola e lavoro e creare opportunità per i giovani e valore per il territorio.”
A Lucca il mercato del lavoro accelererà significativamente: a novembre, le imprese prevedono 2.700 nuove assunzioni, il 17% in più rispetto allo stesso mese del 2024. Anche escludendo le entrate dal settore agricolo, inserite per la prima volta quest’anno, la crescita rimane significativa (+15%). Il mercato è trainato sia dall’industria, con 1.060 nuove assunzioni (+19%), sia dai servizi, che ne genereranno 1.580 (+13%). Nonostante la difficoltà di reperimento rimanga alta, ci sono segnali di miglioramento, con il 46% delle posizioni in calo rispetto all’anno precedente.
La domanda è in gran parte concentrata su titoli di qualifica e diplomi professionali (1.000 assunzioni), dove il gap rimane al 47%. In alcune discipline tecniche, le difficoltà sono particolarmente evidenti: meccanico (50%), sistemi e servizi logistici (40%) e ristorazione (31%). Anche tra i diplomati secondari (720 assunzioni) emergono difficoltà molto elevate, in particolare nelle discipline di meccanica, meccatronica ed energia (74%) e in elettronica/elettrotecnica (83%). Per i laureati, che rappresentano 270 assunzioni, la difficoltà di reperimento raggiunge il 51%, con picchi per le lauree in ingegneria industriale (59%) e per quelle dell’area dell’insegnamento e della formazione (66%). Le maggiori difficoltà si concentrano tuttavia tra gli operai specializzati e i conduttori di impianti: delle 880 assunzioni previste, ben il 60% è difficile da coprire. Nel settore delle costruzioni, il divario è ancora più evidente, con l’83% di difficoltà nelle rifiniture e il 66% nelle strutture edili, mentre i profili meccanici risultano carenti nel 66% dei casi.

Segnali di vivacità anche a Massa-Carrara, anche se il problema del reperimento rimane tra i più critici dell’area, riguardando il 59% delle posizioni programmate, una cifra leggermente in aumento rispetto all’anno scorso. 1.040 sono le assunzioni previste, in aumento del 12% rispetto allo stesso mese del 2024, e la spinta proviene principalmente dai servizi, che avanzano decisamente (+24%), mentre l’industria registra una leggera flessione (-5%).
La difficoltà nel reperire le figure professionali richieste dalle imprese raggiunge livelli particolarmente alti in quasi tutti i percorsi formativi: 57% per laureati e diplomati e addirittura 62% per le qualifiche professionali, con picchi molto alti nel settore della ristorazione (84%). Le tensioni maggiori si concentrano ancora una volta sugli operai specializzati e i conduttori di impianti: delle 360 assunzioni programmate, tre su quattro risultano difficili da coprire. Numeri molto pesanti interessano anche le rifiniture edili (89%), i conducenti di veicoli a motore (78%) e i profili meccanici e tecnici delle macchine per movimenti di terra, che sfiorano il 90% di indisponibilità. Anche per gli impiegati e i profili commerciali e dei servizi (410 ingressi previsti) la situazione non è semplice: il divario tocca il 56%, con difficoltà particolarmente accentuate nei ruoli legati alla ristorazione (57%).
Crescita lieve delle opportunità anche a Pisa, ma il bilancio positivo dipende interamente dall’introduzione del settore agricolo nel sondaggio: a novembre sono previste 2.950 assunzioni, che, sottraendo le 260 dell’agricoltura, porterebbero la domanda al -6%. Il quadro settoriale conferma la fragilità: industria a -4% e servizi a -6%.
Aumenta invece la quota di giovani, che raggiunge il 33%. Sul fronte della reperibilità emerge un segnale di allentamento: la difficoltà scende al 50% (-4 punti), pur rimanendo elevata a causa della carenza di candidati (33%) e delle competenze non adeguate (14%). Il mismatch rimane marcato nei principali percorsi formativi. Tra i laureati (330 assunzioni) è al 54%, con picchi del 77% nelle lauree dell’insegnamento e del 55% in quelle sanitarie. Tra i diplomati (800 assunzioni) emergono le criticità maggiori: enogastronomia e turismo all’87% e meccanica al 68%.Le qualifiche professionali (990 ingressi) mostrano un divario più contenuto (49%), ma con forti differenze: logistica al 20%, ristorazione al 64%. Anche i gruppi professionali evidenziano tensioni: impiegati e profili commerciali/servizi al 56%, ristorazione al 75%; operai specializzati e conduttori di impianti (oltre 1.030 ingressi) al 49%, con picchi del 68% nelle rifiniture. Anche il mismatch per dirigenti, tecnici e professioni specializzate è elevato (55%). Solo le professioni non qualificate mostrano valori più contenuti (31%).
2025-11-27 22:17:00