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Revoca delle deleghe all’assessore Del Carlo, l’opposizione: “Ci è stato rifiutato il consiglio straordinario in violazione del regolamento”

Il primo aprile scorso, l’assessore del Comune di Capannori con deleghe all’urbanistica, alla protezione civile e alla polizia locale, Davide Del Carlo, è stato rimosso dal suo ruolo dal sindaco, Giordano Del Chiaro. In una nota diramata dall’Ente di piazza Aldo Moro, il sindaco ha parlato di una sorta di tradimento di fiducia. “La mia fiducia includeva il lavorare insieme, condividere la stessa linea, come faccio con ogni assessore e come facciamo come giunta e maggioranza. Ma non è stato così e non lo è stato in alcune situazioni che rischiavamo di fronteggiare nel nostro territorio”.

“Questioni di grande impatto – specifica Del Chiaro – , per cui nessun assessore di qualsiasi comune avrebbe tenuto incontri senza informare il sindaco e senza i dovuti passaggi. Incontri di cui ho saputo dai cittadini e professionisti, non dal diretto interessato, che me ne ha parlato solo in seguito. Vi dico con sincerità che speravo che la situazione cambiasse, quindi ho evitato di prendere questa decisione prima, anche se avrei potuto farlo molto tempo fa. Di poche settimane fa è l’ultima volta che ho chiesto a Davide un cambio di rotta, ma non è successo. La revoca delle deleghe non è stata quindi un’azione impulsiva, ma maturata nel tempo“.

Dopo 28 giorni, non è stato ancora nominato un sostituto e le deleghe sono al momento nelle mani del sindaco Del Chiaro. Per questo, e per comprendere meglio le ragioni della revoca delle deleghe dell’assessore Del Carlo, i consiglieri di opposizione hanno chiesto un consiglio comunale straordinario. Ma non è stato concesso, andando contro il regolamento comunale” – afferma Lido Moschini, vicepresidente del consiglio comunale e consigliere di Fratelli d’Italia, Paolo Rontani, capogruppo di Capannori Cambia, Matteo Scannerini, capogruppo di Forza Italia, Elisabetta Triggiani, capogruppo di Fratelli d’Italia, e Domenico Caruso, capogruppo Noi Moderati.

Questa mattina (mercoledì 29 aprile) i rappresentanti della destra capannorese si sono espressi per rendere noto ai cittadini il”diritto negato”. Perché il consiglio comunale straordinario deve essere concesso “se richiesto da almeno un quinto dei consiglieri”.

“Avevamo ritenuto opportuno convocare un consiglio straordinario – spiega Triggiani – perché ritenevamo che i cittadini avessero diritto a sapere le ragioni della revoca delle deleghe a un assessore che ha ottenuto un grande successo alle elezioni. Del Carlo inoltre era stato eletto nelle fila del PD, quindi indipendentemente dalla nostra posizione politica. L’articolo 37 del regolamento comunale non lascia spazio a interpretazioni o discrezionalità del presidente del consiglio. Quindi il consiglio straordinario, se richiesto da un quinto dei consiglieri come è successo, avrebbe dovuto essere concesso. Quindi ciò che è accaduto è assurdo. Se continuiamo su questa linea, rischiamo una deriva antidemocratica irreversibile. Abbiamo il dovere di rappresentare i cittadini e quindi non possono farci tacere in modo inaccettabile. Il problema è che ci è stato negato un diritto in modo autoritario. A questo punto è meglio che strappiamo il regolamento o lo usiamo per pulire i vetri, e ci dicono che l’opposizione non può fare niente. Questo è un comportamento antidemocratico che noi come opposizione non accettiamo”.

“Il presidente Menesini ha tergiversato molto. I termini sono scaduti – afferma Rontani – per la nostra richiesta di consiglio straordinario: il regolamento prevede che passino 20 giorni dalla richiesta. Il sindaco ha spiegato, in poche parole, il perché della revoca delle deleghe a Del Carlo e vorremmo capire meglio. Ieri poi Menesini ha messo a votazione il consiglio comunale straordinario, contravvenendo al regolamento in modo arbitrario. Menesini ha sbagliato, usando un approccio autoritario”.

“Come consiglieri comunali – dichiara Caruso – avremmo dovuto avere l’opportunità di esaminare le motivazioni delle azioni del sindaco, che ha agito secondo le sue facoltà. Quando un assessore viene defenestrato, rimane una decisione del sindaco che si assume la responsabilità di un eventuale errore. Spero che il nuovo assessore non venga scelto all’esterno, ma che la scelta ricada su qualcuno che già fa parte del consiglio comunale, perché un eventuale tecnico sarebbe una disgrazia, come è già accaduto più volte in Italia. Qualsiasi profilo tecnico messo a capo dell’urbanistica potrebbe portare a un conflitto di interessi. Vorremmo capire anche perché non è stato ancora nominato il sostituto e quindi il motivo di questo ritardo. Spero che la nomina del nuovo assessore all’urbanistica sia imminente e che sia scelto un politico“.

“Ieri siamo stati oggetto di un controllo sostanziale da parte del presidente del consiglio comunale. Quello che è successo è che si è entrati nel merito delle nostre motivazioni politiche. Il presidente del consiglio – dice Scannerini – non può intimare di parlare di questo durante il consiglio che prevedeva il voto del piano strutturale comunale. Poi è stato detto che è prerogativa del sindaco scegliere l’assessore, ed è vero. Alcuni hanno detto che di questo non si può parlare in consiglio comunale, altri invece che sono chiacchere da bar. Per noi, la rimozione di questo assessore non è giustificata. Inoltre, abbiamo approvato un piano strutturale, senza modifiche, il giorno prima della revoca delle deleghe. Quindi devono esserci altre motivazioni. Non abbiamo ancora capito perché ci è stato negato il consiglio comunale e chiederemo anche tecnicamente le motivazioni. Dobbiamo solo rispettare il regolamento. Sembra quasi che parlare di questo argomento infastidisca qualcuno“.

“Il ministero dell’interno – conclude Moschini – ha chiarito che il presidente del consiglio non può esaminare l’oggetto del consiglio straordinario e non può rifiutarsi di convocarlo. Quindi qui c’è stato un colpo di mano“.

2026-04-29 15:25:00