
LUCCA. Conclusa l’indagine sull’aggressione al presidente dell’Aido, Vinicio Fruzzetti. Con una novità risultante dallo screening delle posizioni effettuato durante le indagini dagli investigatori.
Dei tre inizialmente denunciati dalla polizia, la Procura del Tribunale per i Minorenni ha escluso qualsiasi responsabilità per la 16enne lucchese che era con i due amici la tragica sera del 15 aprile 2025 al momento dell’assalto finito in alle prese con il tiro del bottino in via del Battistero.
La ragazza è fuori dal processo che rimane aperto per il neo maggiorenne albanese, residente nella Piana, e il 17enne di origine sudamericana, che vive con i genitori a Lucca, accusato di essere l’autore materiale dei fendenti lanciati gridando “ora ti ammazzo” che raggiunsero il 79enne mentre stava tornando a casa dopo aver portato a spasso il cane.
Ci furono almeno tre colpi che Fruzzetti non riuscì a schivare completamente durante l’attacco del 17enne, supportato dall’amico che non colpì il pensionato, ma neanche cercò di fermare l’autore dell’aggressione.
Fruzzetti cercò di difendersi con l’ombrello e l’istinto gli permise di evitare che la lama lo colpisse in punti vitali, ma finì in una spalla. Ricoverato e operato, ebbe 41 giorni di prognosi.
I reati contestati, in concorso, sono quelli di lesioni gravi e rapina aggravata, oltre al porto di coltello fuori dalla propria abitazione senza un motivo giustificato. Il prossimo passo sarà la richiesta di rinvio a giudizio.
Ferito e sanguinante, Fruzzetti fu derubato della borsa. Mentre era a terra continuarono ad aggredirlo per prendergli il bottino. Chissà cosa pensavano di trovare: dentro c’erano solo cinque euro.
Dopo l’attacco, secondo atto di un film di violenza giovanile spinta dopo la manata ai danni di un dirigente d’azienda a Massa Pisana, che aveva ripreso due ragazzi che stavano danneggiando una staccionata, i tre furono rintracciati in breve tempo.
L’allora 17enne albanese si presentò alla caserma dei carabinieri in Cortile degli Svizzeri e ammise quello che era successo.
“Non doveva finire così”, disse, mostrandosi pentito ai militari che passarono il caso alla polizia, che era intervenuta sul posto sin dalle prime battute.
Il trio aveva trascorso la serata in eccessi alcolici. Con i coltelli in tasca. L’amica era con loro, ma non avrebbe partecipato all’aggressione con rapina.
Si ritrovò in una situazione non voluta, almeno nella degenerazione del ferimento con il coltello.
L’albanese si scusò pubblicamente con Fruzzetti. Il sudamericano avrebbe continuato a sfidare la sorte, diventando protagonista di altri episodi penalmente rilevanti. A dicembre fu arrestato dalla polizia per rapina impropria. Scoperto con prodotti non pagati nell’area casse dell’Esselunga di San Concordio, aveva minacciato di morte la cassiera che lo aveva invitato a pagare il conto.
2026-05-18 06:00:00