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Tragedia a Porcari, l’indirizzo sbagliato ha ritardato i soccorsi di un’ora e 40 minuti

PORCARI – Un tragico ritardo dovuto a un errore di indirizzo. Uno dei quattro morti di Porcari, il figlio maggiore, era riuscito a dare l’allarme al 112 attorno alle 20. Ma forse perché era già poco lucido a causa del monossido di carbonio o forse perché la famiglia Kola viveva lì da poco tempo, ha dato un indirizzo errato: 168 invece che 186 di via Galgani, a Porcari.

Le prime soccorse sono arrivate dopo solo 5 minuti, ma davanti a una casa sbagliata, dove non c’era alcuna emergenza in corso, a 300 metri di distanza. Solo alle 21:44, un’ora e tre quarti dopo, i carabinieri sono riusciti a risalire al numero di telefono – il ragazzo nel frattempo era svenuto come tutti gli altri membri della famiglia e non poteva più rispondere – al civico corretto. Arrivano con lo zio, sfondano la porta, ma non appena entrano, iniziano a sentirsi male. Lo zio addirittura sviene, batte la testa, e viene poi trasportato in codice rosso a Cisanello. Dopo solo due minuti, alle 21:46 l’ambulanza arriva sul posto, ma i medici non possono ancora entrare. La casa è piena di gas letale. Altri minuti preziosi passano, fino all’arrivo dei vigili del fuoco, ma ormai è troppo tardi. Non c’è più speranza per la famiglia Kola. L’unico sopravvissuto è lo zio, Durim Kola, che nel frattempo è stato dimesso dall’ospedale di Pisa. Nel frattempo, a Rughi è il momento del lutto e di un silenzio che pesa come una pietra per tutti coloro che hanno conosciuto Arti Kola, sua moglie Jonida, e i loro figli Hajdar e Xhesika. “Non lasciate che la morte pronunzi l’ultima parola”, ha detto l’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti. “Lasciate che l’amore e l’amicizia che avete visto in questi nostri fratelli e sorelle, siano la guida dei vostri passi nel cammino della vita.”

2026-02-06 09:00:00