

Fratelli d’Italia, il giorno dopo.
Il giorno successivo al congresso provinciale del partito di Meloni è un giorno di riflessioni e progettazione per il futuro. Al congresso si è verificato un importante cambiamento: il nuovo coordinatore provinciale non è più Riccardo Giannoni, consigliere comunale di Porcari, ma Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli, da sempre vicino alle posizioni dell’onorevole Riccardo Zucconi. Quest’ultimo ha creato un’alleanza con il suo eterno rivale, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, che lo ha sconfitto due volte nella corsa per un seggio nel consiglio di Firenze.
È proprio l’accordo che ha portato al ritiro della candidata Claudia Bonuccelli, consigliera comunale di Camaiore, a cambiare gli equilibri nel partito di maggioranza relativa a livello nazionale. Un accordo che si è rivelato determinante, dato che alla fine il voto ha diviso a metà gli elettori: 640 voti per Giannini, 557 per Giannoni. Il sindaco di Garfagnano ha vinto nei seggi di Lucca (che comprende anche la Piana e parte della Mediavalle) e della Garfagnana, mentre Giannoni ha prevalso in Versilia, terra d’origine della ‘terza’ incomoda, Claudia Bonuccelli.
Prima e dopo il voto, sia apertamente che di nascosto, si sono manifestate le critiche e le accuse. Dalla polemica sull’ammissione come candidata di Claudia Bonuccelli, a cui sarebbero mancati i voti ‘qualificati’ di assessori e consiglieri comunali del partito, fino al ritardo nella convocazione del congresso e alle modalità di voto. Si è parlato, nelle ore immediatamente successive allo scrutinio, della presenza di uno scrutatore non iscritto al partito e di un votante che avrebbe scoperto di aver già votato “senza saperlo” quando si è andato a votare. Ma si tratta di errori e imprecisioni che non sembrano aver influenzato l’esito del voto, che pur con un piccolo margine, è stato caratterizzato da una differenza di 73 voti tra i due contendenti.
Oltre a votare per i candidati alla presidenza del partito locale, si è votato anche per i componenti del coordinamento provinciale che affiancheranno i membri di diritto: l’onorevole Riccardo Zucconi, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi, la componente dell’assemblea nazionale Marina Staccioli e il segretario di Gioventù Nazionale, Diego Carnini. Entrano nel coordinamento, in ordine di preferenze, Antonella Bianchi, Cristian Maltese (figlio del finanziere Fabio Maltese, morto poco più di un mese fa in un incidente a Cerasomma e fratello del consigliere comunale Niccolò), Vincenzo Iavarone, Silvia Grossi, Alberto Coluccini, Michela Dell’Innocenti, Alessandra Mazzei ed Elena Picchetti. Nel coordinamento anche il candidato perdente, Roberto Giannoni. Primo dei non eletti Gino Masini, seguito da Lido Fava, Paolo Ricci, Bruno Pina, Ermindo Tucci, Laura Domenici, Luca Da San Martino, Cinzia+ Romboni, Amerigo Notini, Nicola Da San Martino. Al gruppo si aggiungeranno ulteriori cinque membri nominati dal presidente Giannini, che caratterizzeranno la ‘sua’ maggioranza all’interno del partito.
Ora si attendono le prime mosse ufficiali della nuova leadership del partito, con la priorità rivolta al 2027, anno in cui ci saranno sia le elezioni amministrative in importanti realtà provinciali (Lucca in primis, ma anche Altopascio, Massarosa, Camaiore, Forte dei Marmi, Bagni di Lucca, per citarne alcune) che le elezioni legislative. Proprio a questo riguardo, i più maligni pensano che l’accordo raggiunto tra Fantozzi e Giannini sia basato sul fatto che il primo potrebbe aspirare a un incarico a Roma, lasciando vacante il suo seggio in consiglio regionale proprio per il sindaco di Fabbriche di Vergemoli, risultato primo tra i non eletti nella lista di Fratelli d’Italia.
L’onorevole Riccardo Zucconi, uno dei “vincitori” del congresso, però, non prevede né drammi né divisioni. Dice: “Chi ha vinto ha prevalso con poco più del 50% delle preferenze, quindi questo non è il momento delle lotte, ma quello del lavoro per il partito. Il congresso è finito, è stato scelto il nuovo coordinatore, e nessuno ha interesse nel persistere nelle contrapposizioni. Ritengo che sia il momento di abbassare i toni e lavorare per il bene del partito”.
Certo, non sarà facile perché in queste settimane sono volate parole dure e si sono registrate accuse e diffidenze sino al momento del voto e oltre. La preoccupazione della ‘nuova’ minoranza sembra essere che predominerà il desiderio di far valere il cambiamento di leadership anche nelle giunte guidate dal centrodestra. Prima di tutto a Lucca, dove gli assessori Buchignani e Testaferrata sono espressioni della precedente maggioranza del partito, e Bruni di quella nuova. Ma, nonostante il sindaco Pardini sia restato in contatto costante con il partito per conoscere l’esito del congresso nel caso in cui dovesse unirsi al partito di Giorgia Meloni, non ci si aspetta cambiamenti nel governo locale. A meno che, e questo potrebbe essere solo una speculazione, qualche deluso non approfitti del risultato del congresso provinciale per abbandonare il partito e cercare un nuovo percorso. In particolare, c’è il Futuro Nazionale che è alla ricerca di nuovi iscritti qualificati, in grado di rappresentare il partito nelle assemblee comunali locali. E a Lucca, considerando che nel gruppo misto c’è già anche l’ex leghista Azzarà, qualcosa potrebbe cambiare nell’ultimo anno del mandato di Pardini…
Inoltre, d’ora in avanti, Giannini e i suoi sostenitori più stretti siederanno ai tavoli delle trattative con la coalizione e con i vertici regionali e nazionali del partito. Questi ultimi orienteranno le liste elettorali e le candidature, e avranno voce in capitolo anche nelle nomine delle società partecipate, posti anche ambiti per orientare le scelte amministrative.
Questa proiezione, che a 24 ore dal voto potrebbe sembrare prematura, rappresenta comunque scenari con cui, in qualche modo, bisognerà fare i conti.
2026-07-20 23:59:00