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Un Altro Castello di Carte

“Crolla l’ultimo castello di carte costruito da questa amministrazione. Sulle ragioni oscure dell’esclusione dell’offerta Polimea faremo le indagini necessarie”: afferma il capogruppo Pd in Comune Vincenzo Alfarano, che sulla questione del bando su Manifattura Sud sottolinea come l’amministrazione Pardini, a parte poche rotonde, non sia stata in grado di realizzare un progetto tangibile per questa città. “Dopo essere svanite le promesse su stadio, parcheggio sotterraneo, piscina pubblica, – scrive – ecco un nuovo, grave, fallimento sulla Manifattura. E pensare che il sindaco Pardini aveva escluso il percorso partecipativo promesso ai cittadini sostenendo di avere le idee chiare su cosa fare. Come è stato possibile arrivare all’esclusione dell’unica offerta dopo anni di confronto con Polimea, a cominciare dalla manifestazione di interesse presentata? Cosa resterà, come cantava qualcuno, dell’amministrazione Pardini?”.

È critico anche l’intervento di Domenico Raimondi, presidente di “Lucca è un grande noi” e di Ilaria Vietina, capogruppo in Comune per lo stesso gruppo di opposizione. “Ai cittadini è stato ripetutamente detto che bastava bloccare il progetto della Fondazione Cassa di Risparmio – si legge nella nota congiunta – perché ne sarebbe nato uno più giusto, più trasparente, più rispettoso della città. Oggi la realtà dà un verdetto difficile da ignorare. L’unico progetto presentato al contest di Comune è stato dichiarato inammissibile. La procedura si chiude senza affidamento, senza cantiere, senza alcuna prospettiva concreta di rigenerazione”.

“Non è solo il fallimento di un progetto. È il fallimento di un approccio politico che per anni ha privilegiato le opposizioni rispetto alle esigenze della città, trasformando una scelta urbanistica in una battaglia di appartenenza. Mentre la politica si divideva, Lucca perdeva la sua risorsa più preziosa: il tempo”.

Raimondi e Vietina ricordano che a Firenze l’ex Manifattura Tabacchi è diventata un luogo di creatività, impresa, cultura, formazione e socialità. “A Lucca, invece, siamo ancora proprietari di un enorme complesso – proseguono – che continua a deteriorarsi. Un luogo che avrebbe potuto essere da tempo uno spazio di lavoro, innovazione e vita, e che oggi è un enorme rudere nel cuore della città. Questa è la vera sconfitta. Non di una parte politica, ma di tutta Lucca. Il caso della Manifattura Sud non è un caso isolato. Si aggiunge al nuovo stadio, annunciato come imminente ma ancora fermo alle promesse, e a molte altre grandi opere (piscina pubblica, parcheggi sotterranei, museo del fumetto …) rimaste sospese tra proclami e rinvii”.

“È il segno di un modo di governare che ha confuso gli annunci con i risultati e la propaganda con la progettazione. Lucca, invece, ha bisogno di amministratori che sappiano trasformare le promesse in opere, non di una politica contenta di narrare il futuro senza costruirlo. Chi per anni ha promesso un’alternativa migliore oggi ha il dovere di spiegare ai cittadini perché quella promessa si è fermata prima ancora di essere valutata”.

2026-08-08 06:54:00