
Altopascio — Dieci anni al vertice del Comune, due mandati pieni e, per legge, niente terzo mandato nel 2027: Sara D’Ambrosio non potrà ricandidarsi a sindaca. Lo ha detto senza giri di parole anche a La Nazione a metà agosto: resterà in politica, «vedremo come», ma il terzo mandato consecutivo in un Comune sopra i 5.000 abitanti non è previsto. Primavera 2027, dunque, Altopascio cambia faccia istituzionale — e il bilancio di chi ha guidato il paese dal 2016 al 2026 diventa inevitabile.
La versione ufficiale è luminosa. Nella stessa intervista la sindaca parla di un percorso «straordinario, a volte durissimo», di scuole, piazze, sport, frazioni, di una comunità «più viva» e di progetti come la Riserva del Sibolla, il sociale (Dopo di Noi, Insuperabili), fino al finanziamento del nuovo palazzetto. «Avevamo un’idea, l’abbiamo trasformata in progetti»: lo slogan di fine era.
Il problema è che, accanto agli annunci, restano i tempi lunghi — e qualche conto che i cittadini hanno già pagato.
Cosa ha lasciato
Sul piatto dei risultati concreti c’è materia. L’amministrazione ha puntato su fondi esterni e PNRR: a Spianate il bene confiscato alla ’ndrangheta è stato demolito e ricostruito con circa 2 milioni di euro PNRR, restituito alla comunità dopo anni di degrado. La caserma dei Carabinieri è stata inaugurata con un intervento da centinaia di migliaia di euro. Il Comune ha mostrato, nei rendiconti e nelle variazioni di bilancio (ultima nota da 2,3 milioni tra avanzo e bandi), una certa capacità di intercettare risorse fuori dal solo gettito locale.
Sul fronte sportivo, dopo anni di stallo, a giugno 2026 è arrivato lo sblocco dei 3 milioni del bando «Sport e periferie» per il palasport di via San Francesco d’Assisi (opera stimata intorno ai 4,7 milioni, con 1,7 ancora da coprire). Non è il nastro tagliato: è però un finanziamento che, per una stagione, era sembrato perso. E sul piano politico, il centrosinistra altopascese — uscito nel 2016 dopo decenni di centrodestra e riconfermato nel 2021 con il 50,9% al primo turno — ha tenuto il Comune per un decennio.
Cosa è rimasto a metà
Qui la cronaca si fa meno comoda. Il palasport è il caso-simbolo: finanziamenti già stanziati e poi sfumati, progetti pagati e cantiere che non partiva, polemiche con il mondo del basket (dimissioni clamorose del presidente Nba Altopascio Sergio Guidi nel 2024) e, dall’opposizione, la cifra dei oltre 260 mila euro di incarichi professionali su progetti che non si sono tradotti in un edificio. Maurizio Marchetti, ex sindaco e oggi consigliere, ha parlato di «schiaffi su schiaffi» e di danno erariale: toni di parte, certo, ma la sequenza di rinvii è nei fatti. Solo nel 2026 i 3 milioni sono tornati in graduatoria. Un’opera «storica» che arriva, ironicamente, quando il mandato sta per scadere.
Stesso schema su altre promesse: scuole e nidi più volte annunciati come priorità, con rincari e integrazioni di bilancio (la stessa D’Ambrosio ha citato 600 mila euro di fondi comunali per Badia Pozzeveri); cantieri PNRR su cui l’opposizione, in primavera 2026, ha messo in guardia sulle scadenze di rendicontazione («lavori non finiti», ha detto Marchetti). Centro storico e commercio: da una parte concorsi di idee e comunicati; dall’altra l’ex primo cittadino che parla di desertificazione, fontanelle incomplete e «annunci strabilianti». Sicurezza: pattugliamenti notturni venduti come novità, mentre l’opposizione ricorda servizi già istituzionali da decenni e invita a «girare il parco Aldo Moro» di sera. Il Luglio Altopascese 2026 è finito sotto tiro per circa 180 mila euro di risorse comunali a fronte di un cartellone giudicato «deprimente» in Consiglio.
In sintesi: molta progettazione, molti bandi, molte foto di cantiere — e un ritardo cronico tra la narrativa del «fare» e la consegna delle chiavi.
Il dopo-D’Ambrosio
Con il limite dei due mandati, la partita 2027 è già aperta: nomi in circolo nel centrosinistra (Toci, Vettori, Mastromei), tentazioni civiche. Sul centrodestra, dopo due sconfitte consecutive, la domanda è se stavolta ci sarà un volto capace di chiudere il cerchio: Fagni questa volta ce la farà a indossare la fascia da sindaco? E Marchetti tornerà in corsa anche questa volta? Vedremo. La sindaca, da parte sua, ripete che prima viene il progetto e la squadra, poi il nome — e che darà il suo contributo. Traduzione: resterà influente anche senza fascia.
Agli altopascesi resta una domanda secca, più utile di qualsiasi comunicato: in dieci anni cosa si può toccare con mano, e cosa è ancora solo un render? Tra Sibolla, Spianate e caserma da un lato, e palasport, tempi PNRR e centro che stenta dall’altro, il bilancio di Sara D’Ambrosio è questo — né santino né processo. Solo, finalmente, la fine del «ci pensiamo noi» senza possibilità di terzo giro.