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IL GIRO A PORCARI, SOFIDEL E QUELLA MAGLIA CHE PROFUMA GIÀ DI STORIA

Un profumo di Giro d’Italia e di ciclismo di alto livello permeava l’aria durante l’incontro tenutosi al Museo Amore e Vita – Fanini di Lunata tra il patron di Amore e Vita, Ivano Faninie il suo ex atleta Lido Del Carlo, ora presidente del Comitato Organizzatore della tappa di Porcari del Giro d’Italia 2026.

In quell’occasione, Del Carlo ha offerto la maglia ufficiale della Paper District della Città di Tappa di Porcari a Fanini, creata appositamente per onorare la partenza della tappa del Giro d’Italia 2026.

L’incontro è stato anche un’opportunità importante per discutere dei lavori svolti per l’organizzazione della tappa. Fanini e Del Carlo hanno esaminato ciò che è stato fatto per rendere memorabile la partenza da Porcari, evidenziando sia gli aspetti positivi che quelli che avrebbero potuto essere gestiti meglio.

Il dialogo costruttivo su diversi punti chiave era rivolto alla preparazione per eventi simili in futuro, sperando che RCS Sport e Sofidel possano raggiungere un nuovo accordo, come desiderato da tutti gli appassionati di ciclismo della Lucchesia e, in particolare, dei territori di Porcari e Capannori.

«Grazie a Sofidel, abbiamo avuto l’opportunità di ospitare la partenza di una tappa del Giro d’Italia a Porcari.
Questa è stata un’occasione storica per il nostro territorio ed è stato un enorme successo», ha affermato Ivano Fanini. «Speriamo che un’esperienza così significativa possa ripetersi in futuro. Molto dipenderà dalla volontà delle famiglie Lazzareschi e Stefani, ma sono certo che Sofidel, attraverso il brand Regina, abbia ottenuto grandi soddisfazioni e un considerevole ritorno d’immagine. Pertanto, speriamo valutino positivamente future iniziative nel mondo del ciclismo. Non dobbiamo dimenticare il grande successo ottenuto anche durante il Giro-E, reso possibile soprattutto dalla scelta di Claudio “El Diablo” Chiappucci, mio amico e antico competitore, come leader del team Regina Rotoloni. Chiappucci è stato indubbiamente uno dei protagonisti più amati, applauditi e acclamati dal pubblico, contribuendo a aumentare ulteriormente la visibilità e il prestigio dell’intero evento».

Fanini ha poi evidenziato il valore promozionale dell’evento: «Questa partenza è stata indimenticabile sotto molti aspetti e ha rappresentato un enorme successo televisivo internazionale per tutto il nostro territorio. Certamente, alcuni aspetti avrebbero potuto essere gestiti diversamente o migliorati, ma dobbiamo guardare avanti con speranza, con l’intenzione di organizzare un evento ancora più bello ed emozionante se un’opportunità simile dovesse presentarsi in futuro».

Il patron di Amore e Vita ha poi ricordato il rapporto speciale che lo lega a Del Carlo: «Con Lido, che in passato è stato uno dei miei corridori — e direi anche vincitore! — abbiamo discusso e risolto diversi punti, con completa tranquillità e con la comune intenzione di fare ancora meglio in futuro. Il nostro è stato un incontro sincero e costruttivo, basato sul rispetto reciproco e sulla grande passione che entrambi nutriamo per il ciclismo».

Per Fanini, il Giro d’Italia 2026 ha assunto un significato particolarmente speciale: «Per la prima volta nella storia, un ciclista danese ha vinto il Giro. Jonas Vingegaard, proveniente da un Paese che ho contribuito a promuovere nel ciclismo internazionale a partire dagli anni ’70. Inoltre, Vingegaard non è un ciclista danese qualunque: è stato scoperto e promosso grazie al lavoro del mio ex ciclista Brian Petersen, suo direttore sportivo fin dai suoi inizi e fino alla sua carriera con Visma, a cui ho cercato di offrire consigli e sostegno nel corso degli anni».

Altrettanto emozionante è stato il passaggio televisivo della corsa di fronte alla sede centrale di Sofidel: «È stato un grande piacere sentire durante la diretta, il telecronista Rai Francesco Pancani menzionare la storia della mia squadra e i nostri successi, e quelli del mio fratello Brunello e della mia indimenticabile nipote e campionessa Michela, poco dopo la partenza ufficiale di fronte alla sede di Sofidel, data dal CEO Luigi Lazzareschi. La partenza simbolica in piazza a Porcari era stata invece gestita dal Sindaco Leonardo Fornaciari e da un’altra mia grande scoperta, Michele Bartoli, vincitore di due Coppe del Mondo, monumenti classici e la maglia rosa al Giro. Ed è stato davvero bello vedere anche Mario Cipollini, che ho scoperto e lanciato e che detiene il record di vittorie di tappa al Giro d’Italia (42 in totale). Mario ha onorato il Giro con la sua presenza solo due giorni dopo un delicato intervento chirurgico al cuore, ma grazie a Dio era in ottima forma».

Fanini alla fine ha espresso la sua gratitudine a Del Carlo e all’intero Comitato Organizzatore: «Sono veramente grato a Lido per questo dono così speciale. La maglia ha per me un grande significato, perché è legata alla storia che Amore e Vita ha scritto nel mondo del ciclismo e, in particolare, al Giro d’Italia. È anche un riconoscimento per quello che il mondo Fanini ha cercato di realizzare negli ultimi 60 anni per promuovere la crescita, l’internationalizzazione e la globalizzazione del ciclismo mondiale».

La maglia ufficiale della Paper District diventerà ora parte della preziosa collezione conservata presso il Museo Amore e Vita – Fanini di Capannori, a fianco dei numerosi cimeli che raccontano oltre cinquant’anni di storia del ciclismo italiano e internazionale. Sarà collocata nel reparto dedicato ai ricordi del Giro d’Italia dal Direttore del Museo Stefano Bendinelli, dove si trovano anche la bici rosa dedicata alla corsa, la “mummia” identica a quella resa celebre dagli spot pubblicitari dei Rotoloni Regina, le bici con cui Magnusson ha vinto tre tappe al Giro e quella di Quirico Bernacchi del 1937 che nella corsa rosa ha indossato la maglia di leader e che, insieme a Bartali e Bini, è stato uno dei primi toscani a indossare la “rosa” nella storia.

2026-07-29 09:00:00