
VIAREGGIO – Qualcuno è entrato nella Casina dei Ricordi, il luogo della memoria del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, e si è portato via un oggetto che non ha prezzo. È il gilet da motociclista in pelle appartenuto a Maria Luisa Carmazzi, «Pulce», una delle 32 vittime della strage. Il furto è avvenuto lunedì 24 agosto, a porte aperte.
Il gilet era appeso all’interno della Casina. Faceva parte degli oggetti conservati in memoria delle vittime: era stato recuperato dalle macerie. A accorgersi della mancanza è stato in serata Giuliano Bandoni, presidente delle Tartarughe Lente, il gruppo motociclistico che cura la manutenzione del piccolo edificio vicino alla ferrovia. Era andato a chiudere, come ogni sera.
Pulce, Scarburato e una Casina sempre aperta
Maria Luisa Carmazzi morì insieme al marito Andrea Falorni, detto Scarburato. Entrambi facevano parte delle Tartarughe Lente. La Casina dei Ricordi è intitolata proprio a loro. Resta aperta dalla mattina alla sera, perché chi passa possa entrare, lasciare un pensiero, fermarsi. Non c’è un controllo fisso: è un luogo della memoria, non un museo con biglietto.
Secondo quanto riferito, il responsabile potrebbe essere una persona transitata occasionalmente nella zona. Tra i motociclisti il gesto ha suscitato amarezza e rabbia: non per il valore materiale, ma perché quel gilet era una delle poche testimonianze tangibili di una vita spezzata. La Casina resta aperta. Il gilet, per ora, no.