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Calcinaia, Biancoforno: Flai Cgil e Sinistra Italiana chiedono il rientro della lavoratrice sospesa

CALCINAIA – Allo stabilimento Biancoforno di Fornacette una lavoratrice è sospesa dal 12 giugno. La Flai Cgil di Pisa denuncia un provvedimento preso «prima ancora di aver ascoltato» l’interessata, per un episodio «di natura strettamente privata» avvenuto fuori dal luogo di lavoro. L’azienda, secondo il sindacato, continua a erogare lo stipendio; ma per la Flai «la dignità di una persona non si compra con una busta paga». Oggi, a più di due mesi e mezzo di distanza, Sinistra Italiana Pisa rilancia la richiesta di rientro immediato.

«Ci sono vicende aziendali che lasciano allibiti non soltanto per la gravità della decisione iniziale, ma soprattutto per l’arbitrarietà e la mancanza di umanità con cui vengono gestite nel tempo», scrive la Flai Cgil. La direzione, secondo la stessa nota, avrebbe agito per tutelare un altro dipendente che avrebbe dichiarato di non sentirsi sicuro. Il sindacato ribalta la domanda: «Quale tutela e quale rispetto sono stati garantiti alla lavoratrice sospesa?». Si parla di una persona già in «situazione di particolare e nota fragilità», che avrebbe richiesto una gestione «attenta, equilibrata e rispettosa».

Incontri, rassicurazioni, nessuna soluzione

Dal 12 giugno si sono susseguiti incontri sindacali. L’azienda, riferisce la Flai, ha ripetuto che si sarebbe arrivati a una soluzione equa. Il 26 agosto, con i lavoratori di rientro dalle ferie, per l’iscritta «la soluzione continua a non esserci». La lavoratrice resta «nel limbo», nell’incertezza sul futuro professionale. Per il sindacato è inaccettabile sospendere a tempo indeterminato una lavoratrice fragile «trasformandola in un problema da spostare o rinviare». La richiesta formale: riammissione al lavoro e rispetto di regole, trasparenza e persona.

Sul caso intervengono Anna Piu, segretaria provinciale di Sinistra Italiana Pisa, e Gianni Ferdani, segretario del circolo Valdera-Valdicecina. «Sono passati oltre due mesi e mezzo e una lavoratrice di Biancoforno continua a essere sospesa dal lavoro per una vicenda avvenuta fuori dal luogo di lavoro», dichiarano. «Una misura che poteva essere presentata come temporanea si sta trasformando, nei fatti, in una condizione a tempo indefinito». Continuare a pagare lo stipendio, aggiungono, «non risolve il problema»: il lavoro è anche dignità, professionalità, relazioni e certezza del futuro.

«Il tempo delle rassicurazioni è finito»

Piu e Ferdani dicono di aver seguito la vertenza dal primo giorno, a fianco della Flai-Cgil. Ora chiedono «atti concreti»: riammissione e soluzione rispettosa della dignità e dei diritti. «Biancoforno faccia un passo avanti e riapra seriamente il confronto con il sindacato. Una realtà produttiva importante per il nostro territorio si misura anche dalla qualità delle relazioni sindacali». Sinistra Italiana annuncia che resterà sul caso «fino a quando non sarà trovata una soluzione».

Biancoforno è uno degli impianti dolciari di riferimento della Valdera, a Fornacette nel comune di Calcinaia. La vertenza, nata a giugno e ancora aperta a fine agosto, mescola un nodo di diritto del lavoro (sospensione per fatti privati) e la tenuta delle relazioni sindacali in uno stabilimento già più volte sotto i riflettori. Al momento non risulta una replica pubblica dettagliata dell’azienda sui criteri della sospensione. Fonti: Flai Cgil (La Nazione, QuiNews Valdera 27-28 agosto) e comunicato Sinistra Italiana (VTrend, 28 agosto).


Ilaria Barbieri

Corrispondente da Calcinaia

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Ilaria Barbieri

Corrispondente da Pontedera. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso allo stabilimento Piaggio e il fiume Era. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.