
LUCCA – Ilaria Vietina, consigliera comunale di Lucca è un grande noi ed ex assessora, entra nel dibattito sul futuro del Museo del Risorgimento con una proposta concreta: un patto di collaborazione tra istituzioni, Università, associazioni e cittadini per tenere aperto il patrimonio e renderlo più accessibile, soprattutto alle nuove generazioni.
Il Museo conserva reperti originali, donazioni di enti e famiglie e testimonianze della stagione da cui è nata l’Italia unita. Vietina riconosce le difficoltà della Provincia, ridimensionata negli anni su funzioni e personale, ma sottolinea che intorno al Museo si sono già messe in fila disponibilità di Regione, enti locali, Fondazioni, studiosi e realtà culturali. Obiettivo immediato: permanenza delle collezioni, continuità di apertura, prospettiva stabile.
Amministrazione condivisa, non volontariato al posto del pubblico
Lo strumento indicato è l’amministrazione condivisa dei beni comuni, già sperimentata a Lucca dal 2017, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione. La Provincia resterebbe garante del patrimonio. L’Università e gli studiosi garantirebbero il rigore scientifico. Associazioni e cittadini, con compiti definiti, potrebbero occuparsi di accoglienza, aperture, percorsi per le scuole, catalogazione e digitalizzazione.
«Non sarebbe un modo per sostituire il lavoro pubblico con il volontariato», spiega Vietina. «Sarebbe costruire intorno a un bene pubblico una comunità che se ne prende cura». Il patto, aggiunge, potrebbe diventare la base di una programmazione pluriennale, per non riaprire ogni volta la discussione sul destino del Museo.