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Pisa, a Cisanello arriva la TC 3D portatile: studio sulle fratture complesse

PISA – Nelle sale operatorie di Cisanello è entrata in servizio una Cone Beam CT portatile: imaging volumetrico 3D ad alta definizione, montato su ruote, pensato per restare in sala e non far spostare il paziente. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana la sta usando in ortopedia e traumatologia. In parallelo è partito uno studio clinico sulle fratture complesse del piatto tibiale e del pilone tibiale, coordinato da Paolo Domenico Parchi, direttore dell’unità operativa Ortopedia e traumatologia dell’Aoup e professore associato di Malattie dell’apparato locomotore all’Università di Pisa.

La macchina è stata acquisita con fondi del PNRR dall’Università di Pisa, nel progetto Tuscany Health Ecosystem (THE), Spoke 9 «Robotics and Automation for Health», coordinato da Vincenzo Ferrari, professore associato di Bioingegneria al dipartimento di Ingegneria dell’informazione. La procedura di acquisto è passata dal CISUP, il Centro per l’integrazione della strumentazione scientifica di Ateneo. Non è un pezzo fisso di un’unica sala: su ruote può passare da un blocco operatorio all’altro.

Controllo 3D prima di chiudere l’intervento

In sala la CBCT serve a vedere l’osso in tre dimensioni mentre l’intervento è ancora aperto. Rispetto all’imaging bidimensionale convenzionale dà un controllo immediato sulla riduzione della frattura e sul posizionamento dei mezzi di sintesi. Il team può correggere prima di chiudere, non dopo una TC di controllo fatta fuori dalla sala. Lo studio clinico punta a misurare usabilità e contributo reale di quel controllo 3D sul percorso chirurgico.

Dietro il primo caso c’è un lavoro lungo del Centro EndoCAS per la chirurgia assistita dal calcolatore, con manichini per i test preclinici. Hanno lavorato insieme tecnici di radiologia, radiologi, ferristi, infermieri, anestesisti, Ortopedia e traumatologia 1 e 2, blocco operatorio della Chirurgia d’urgenza, Fisica sanitaria, Professioni tecnico-sanitarie, Prevenzione e protezione rischi e Clinical trial center dell’Aoup. Il primo intervento dello studio ha visto Parchi con i colleghi Giuseppe Digrandi e Luca Fabbri: riscontro positivo sulla qualità delle immagini e sull’inserimento del controllo 3D nel flusso di sala.

Piatto e pilone tibiale, poi la routine

Il focus iniziale sono le fratture complesse del piatto e del pilone tibiale, tra le più delicate da ricostruire. Se lo studio conferma i vantaggi, la CBCT può entrare nella routine non solo ortopedica, ma in ogni contesto in cui serva una valutazione tridimensionale rapida durante il percorso diagnostico o terapeutico. Per ora resta uno strumento di ricerca clinica finanziato dal PNRR, già usato su pazienti reali a Cisanello.

I nomi restano quelli della nota Aoup-UniPi: Parchi, Ferrari, Digrandi, Fabbri, EndoCAS, CISUP, Spoke 9 del THE. La macchina è a Cisanello, su ruote, in sala. Il resto, da qui in avanti, è il protocollo dello studio e quanti interventi entreranno nella serie.


Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa

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Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso all'Arno e la vita universitaria intorno a piazza dei Miracoli. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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