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Pisa, scuole occupate e devastate: pc distrutti e distributori saccheggiati al Pacinotti. Il conto è già di 20mila euro

Computer a terra, cavi strappati, sedie rovesciate sui banchi, distributori di caffè, bibite e merendine sradicati e svuotati. È lo scenario che la Provincia di Pisa ha documentato con una serie di fotografie all’interno dell’istituto Pacinotti, al termine dell’occupazione studentesca. E il primo conto è già pesante: circa 20mila euro di danni, una cifra che l’ente definisce provvisoria.

L’ondata di occupazioni negli istituti superiori pisani è partita lunedì 19 ottobre. Al Santoni e al Fascetti la protesta è ancora in corso, mentre al Pacinotti sembra ormai conclusa. Ed è proprio qui che, una volta liberate le aule, sono emersi i segni più evidenti: pc rotti, materiale scolastico distrutto, arredi e infissi danneggiati, macchinette automatiche divelte e saccheggiate.

Angori: «Distruzione gratuita, non è protesta»

A prendere posizione è il presidente della Provincia, Massimiliano Angori, ente che ha la competenza sugli edifici delle scuole superiori. «Non vogliamo in alcun modo limitare le forme lecite di protesta dei ragazzi e delle ragazze – è il senso del suo intervento – ma queste manifestazioni non dovrebbero mai trasformarsi nel rovinare o deturpare i beni comuni». Secondo la prima stima, appunto, si contano già circa 20mila euro di danni tra arredi, infissi e altre opere edili. Per la cifra definitiva serviranno i sopralluoghi dei tecnici, che potranno partire solo quando tutte le occupazioni saranno finite.

Angori ricorda che i plessi scolastici di competenza provinciale sono già di per sé datati e che le ristrutturazioni vengono pianificate «non senza sforzi» da un ente di secondo livello. Trovarsi davanti a «distruzione gratuita», che con la protesta non ha nulla a che vedere, pesa sia sul lavoro dei tecnici sia sulle casse della Provincia.

«Il vandalismo cancella il messaggio»

Il presidente lancia infine un messaggio diretto agli studenti: gli atti vandalici non fanno rima con la protesta e, oltre a creare problemi concreti per il ripristino delle strutture, finiscono per oscurare proprio le ragioni che le mobilitazioni vorrebbero far arrivare all’esterno.

Resta ora da capire quale sarà il bilancio finale una volta chiuse anche le occupazioni al Santoni e al Fascetti, e chi sarà chiamato a pagare i danni.

Fonte: PisaToday; foto Provincia di Pisa (rielaborazione grafica).

Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa

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Stefano Ferrara

Corrispondente da Pisa. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso all'Arno e la vita universitaria intorno a piazza dei Miracoli. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.

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