
PISA – Tra Boccadarno e Bocca di Serchio la spiaggia naturale di San Rossore ha perso, in quarant’anni, tra 85 e 105 metri di arenile. Lo dice il masterplan della costa della Regione Toscana, commentato dal presidente del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Lorenzo Bani, in una nota rilanciata oggi dalla stampa locale. Il piano mette in campo azioni per 500 milioni di euro, di cui 166 milioni nei prossimi dieci anni, e include anche il tratto non urbanizzato del litorale pisano, «una delle poche spiagge non alterate dalla realizzazione degli stabilimenti balneari».
«Un importante segnale di attenzione alla spiaggia naturale di San Rossore dove l’erosione sta mettendo a rischio ecosistemi di assoluto pregio ambientale come le dune e le lame», ha detto Bani. Accanto agli interventi su Marina di Pisa e Tirrenia, dove insistono case e imprese, il piano prevede opere anche per le zone di alto valore naturale. «Proteggendo l’ambiente proteggiamo il territorio in cui viviamo, il nostro benessere e la nostra qualità della vita».
Dieci chilometri, venti metri di spiaggia
Il tratto in sofferenza è lungo oltre dieci chilometri. L’ampiezza media dell’arenile è di 20 metri, con punti sotto i 10. In alcuni tratti l’erosione ha tagliato e fatto crollare le dune. A nord di Bocca di Serchio, nello stesso Parco, succede il contrario: l’arenile medio è di 50 metri e sopra Torre del Lago la linea di costa avanza. Il contrasto, nel raggio di pochi chilometri, è il segno di un litorale che non si muove in blocco.
La Regione prevede ripascimenti, anche con una parte dei sedimenti scavati al porto di Viareggio, che ha il problema opposto dell’insabbiamento, e opere sommerse di protezione. Bani ricorda che si tratta di proposte avanzate dal Parco e da tecnici del settore. I lavori, se realizzati per intero, dovrebbero tutelare dune e lame: macchia mediterranea, il fratino («specie bandiera del benessere delle spiagge») e le decine di migliaia di uccelli in sosta durante le migrazioni.
I soldi non bastano, serve Roma
«Le risorse attualmente permettono una parte di questi interventi, ma serve realizzare tutto quanto è stato individuato come necessario», ha aggiunto Bani. Nel suo intervento cita il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore Stefano Barontini: insieme ai fondi già stanziati dalla Toscana servono i finanziamenti statali legati alle nuove linee europee del settennato che parte a gennaio 2028. «Anche a Roma si devono rendere conto che il contrasto ai cambiamenti climatici è una priorità».
Il Gombo, la spiaggia del Parco dietro la tenuta di San Rossore, resta uno dei tratti più esposti: poco arenile, dune fragili, nessuna fila di bagni a fare da barriera. Per Pisa è il lato naturale della stessa costa che a Marina e Tirrenia si difende per le attività economiche. Il masterplan tiene insieme i due pezzi. Quanto arriverà davvero, e quando partiranno i cantieri sul tratto Boccadarno–Serchio, il comunicato del Parco non lo fissa: dice che il piano c’è, che i numeri dell’erosione sono questi, e che senza la quota nazionale una parte delle opere resterebbe sulla carta.