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Pontedera, via Primo Maggio si svuota: Confcommercio chiede un patto sugli affitti

PONTEDERA – Via Primo Maggio, un tempo asse commerciale gemello del Corso, sta perdendo insegne. In questi giorni chiude anche «Non solo sedie». Prima erano spariti negozi storici come Mazzei e insegne più recenti come Hype, Easy shop e Bata. Oggi La Nazione (Luca Bongianni) raccoglie il punto di vista delle associazioni: Confcommercio parla di emergenza e di proposte finite in un cassetto; Confesercenti allarga il quadro all’online e chiede una misura nazionale.

«Ritengo che ciò che sta accadendo in via Primo Maggio non si differenzi più di tanto da ciò che sta accadendo in tutta la città», dice Lorenzo Nuti di Confcommercio Pontedera. «È un trend che purtroppo ormai va avanti da tempo e noi forse siamo stati l’unica associazione di categoria a chiedere un incontro all’amministrazione comunale e abbiamo presentato 13 idee per combattere la desertificazione dei negozi». Sul tavolo, un patto sugli affitti, eventi estivi, sicurezza e decoro urbano del centro. Non una lamentela secca: «Capiamo le difficoltà del commercio a livello nazionale e globale, ma non ci possiamo tirare indietro di fronte a queste sfide. Non tutti i Comuni stanno subendo questi cambiamenti come Pontedera, che sta cambiando troppo velocemente rispetto a qualche anno fa».

Incontro a metà luglio, nessuna risposta

L’incontro con il sindaco Matteo Franconi e con l’assessore al commercio Alessandro Puccinelli si è tenuto a metà luglio. «Non abbiamo ricevuto risposte ma capiamo che con l’estate nel mezzo è difficile mettere in campo la macchina amministrativa per reperire risorse e trovare soluzioni», aggiunge Nuti. «Adesso però la palla è in mano loro. C’è un’emergenza da affrontare e aspettiamo di capire se le nostre proposte possano trovare realizzazione». Tredici idee, un tavolo, due mesi senza un sì o un no: è questo, per Confcommercio, il vuoto che pesa più delle saracinesche.

La strada, nel tratto fotografato da Bongianni, è ancora un pezzo di città: gioielleria Gabbani, vetrine, scooter in fila, un’Opel in marcia, un uomo con la borsa a tracolla. Non è un vicolo spento. È un asse che si assottiglia. Quando chiudono Mazzei, Bata, Hype, Easy shop e ora Non solo sedie, il problema non è un solo civico: è la tenuta di un intero percorso commerciale, quello che da piazza e Corso portava il passeggio verso Primo Maggio.

Confesercenti: non è solo Pontedera

Claudio Del Sarto, Confesercenti, getta acqua sul fuoco del localismo. «È sbagliato dire che il cambiamento si vede solo a Pontedera, gli altri Comuni da Pisa a San Miniato fino a Volterra non sono immuni. Ce lo ripetiamo spesso ma è così: l’online ha cambiato radicalmente il modo di acquistare e di fare commercio. I Comuni da soli possono farci poco». La risposta, per Confesercenti, sta in una raccolta firme nazionale per agevolazioni fiscali. Due letture, stesso marciapiede: Nuti chiede al Comune un patto sugli affitti e più eventi in centro; Del Sarto dice che senza una leva fiscale nazionale i sindaci restano corti.

Franconi e Puccinelli, in questo pezzo, non replicano. Resta il verbale di luglio e l’elenco delle chiusure. Per chi abita o lavora in via Primo Maggio il dato è visibile: un’altra insegna in meno, mentre le tredici proposte di Confcommercio aspettano ancora una risposta scritta. La Nazione firma i fatti dal corso commerciale; da lì parte la ricostruzione.


Ilaria Barbieri

Corrispondente da Pontedera

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Ilaria Barbieri

Corrispondente da Pontedera. Si muove tra piazze, impianti sportivi e uffici comunali, con un riferimento fisso allo stabilimento Piaggio e il fiume Era. Per altopascio.info firma pezzi chiari, utili a chi abita il comune.