
VIAREGGIO – Novant’anni dall’oro olimpico di Carlo Biagi e, secondo Alessandro Santini (Lista Santini), nessuna targa, nessuna intitolazione, nessuna iniziativa pubblica. L’esponente chiede alla sindaca Sara Grilli e all’assessore allo Sport Rodolfo Salemi «un atto concreto» per l’unico viareggino ad aver vinto una medaglia d’oro ai Giochi.
Berlino 1936, via Pinciana e la madre Clementina
Il 15 agosto 1936, a Berlino, Biagi – 22 anni, cresciuto in via Pinciana all’ombra della Torre Matilde, mezzala del Viareggio e poi del Pisa – conquistò l’oro con la Nazionale di Vittorio Pozzo. Fu il primo azzurro a segnare quattro gol in una sola partita. Quella stessa sera seppe che la madre Clementina era morta mentre lui giocava la finale: Pozzo aveva scelto di non dirglielo prima del fischio. Da allora, ricorda Santini, «nessun viareggino ha più vinto un oro olimpico. Nessuno».
«Non lo deve Salemi a Santini. Lo deve la città a Biagi»
Santini accusa il Comune di aver lasciato passare il 15 agosto 2026 «senza una parola, non una targa, non un fiore». Nel mirino Salemi, in carica dal 2020: ha rilanciato il Premio Sport Città di Viareggio intitolando le categorie a Maffei, Zappelli, Olivieri, Crisci e Becagli. «Nomi giusti», concede. Ma in consulta dello sport il nome di Biagi «finì a verbale con la promessa di un futuro museo a lui intitolato». Di quel museo, di una via, di un impianto o di una targa, «non c’è traccia».
«Chiedo alla sindaca Grilli e all’assessore Salemi di porre rimedio con un atto concreto, una targa o un’intitolazione, prima che anche il centenario trovi Viareggio senza memoria. Non lo deve Salemi a Santini. Lo deve la città a Carlo Biagi».
Fonte: La Nazione / Versiliatoday, 27-28 agosto 2026.