
BARGA (Lucca) – Dalla metallurgia europea arriva un allarme che tocca da vicino lo stabilimento KME di Fornaci di Barga. Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom del gruppo KME, chiede a governo e Unione europea di tutelare rame e lavorazione dei metalli: senza di essi, sostiene, non c’è industria né transizione energetica.
Dopo il recente confronto con la direzione del gruppo, il quadro resta pesante: forte calo degli ordini in Europa, soprattutto nell’automotive, e impianti italiani che tengono meglio di altri siti europei ma non sono a saturazione. A Fornaci di Barga e a Serravalle Scrivia continua il ricorso agli ammortizzatori sociali per proteggere l’occupazione.
Le richieste a Roma e Bruxelles
Braccini chiede stockpiling e acquisti congiunti per frenare la speculazione sul rame, energia industriale a prezzi stabili, dazi anche sui semilavorati importati, uso di metalli europei nelle opere pubbliche della transizione e un fondo europeo per la metallurgia legato a occupazione e investimenti. «Senza rame e metallurgia non c’è industria. Senza industria non c’è transizione», conclude.