
PISA – I comitati delle Piagge tornano lunedì mattina in via Maccatella. A chiamare il presidio sono Potere al Popolo, il Comitato Difesa Alberi Pisa e Insieme per le Piagge, contro il cantiere del campo da basket e del parcheggio sull’area verde. Nello stesso dossier, Diritti in Comune sostiene che dagli atti comunali «il parere del Coni non esiste».
Lunedì in presidio, 1.600 firme sul tavolo
Il corteo di cartelli si sposta di nuovo all’ingresso del cantiere, nella prima mattinata. Potere al Popolo dice che sarà lì «insieme agli abitanti» per contestare «la cementificazione del corridoio ecologico». Il progetto, nella loro lettura, consegna a Ance un prato di Cisanello per «un grande impianto da basket con tribuna». La petizione dei residenti ha superato le 1.600 firme: chiedono lo stop dei lavori e il mantenimento del parco pubblico. Nel quartiere, già descritto come isola di calore, i comitati parlano di temperature a terra oltre i 50 gradi dopo anni di consumo di suolo.
Non è una vertenza nuova. Il cantiere è partito a luglio con 350 mila euro di Ance Pisa; il Comune ha detto che i lavori in corso non comprendono il parcheggio. I residenti rispondono che, finché la sosta resta negli atti, la delibera vale. Lunedì la richiesta è la stessa, con un appuntamento concreto davanti alle ruspe.
Impianto sportivo o «area polivalente»?
Il nodo nuovo è il Coni. Diritti in Comune, dopo un accesso agli atti, scrive che il parere dell’ente «non esiste». Il dirigente Maurizio Iannotta, sempre secondo il gruppo consiliare, precisa che «trattandosi del progetto di un’area polivalente attrezzata e non di un impianto sportivo, il parere Coni non è stato richiesto in quanto non necessario». Per l’opposizione è un cortocircuito: l’opera sarebbe un impianto sportivo quando va approvata e finanziata, e diventa un’area generica quando si chiedono i pareri obbligatori.
Se non è un impianto regolamentare — mancano spogliatoi e servizi igienici, già segnalati in interrogazione — Diritti in Comune chiede a che servano 84 mila euro di tribune, circa un quarto della spesa complessiva. «A cosa servono le tribune in un’area che il Comune stesso dichiara non essere un impianto sportivo?». La Giunta, al momento, non ha replicato nel merito sul parere. Lunedì i comitati chiedono di nuovo lo stop, in attesa di un confronto pubblico che ancora non c’è.