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Lucca, overdose in casa: indagata la spacciatrice di Capannori

LUCCA — Muore in casa per un eccesso di cocaina: da quel decesso parte l’inchiesta della Squadra Mobile che ora punta dritto su una 56enne lucchese residente a Capannori, unica donna di un quintetto indagato per centinaia di episodi di spaccio in concorso. Quattro i compagni marocchini; per lei e il marito il gip Simone Silvestri aveva firmato la custodia cautelare (entrambi oggi fuori dalle celle).

Secondo l’ordinanza ricostruita da Il Tirreno, i cellulari sotto controllo e le ultime chiamate della vittima hanno aperto la strada: almeno 60 acquirenti sentiti dagli investigatori hanno riconosciuto fornitori e alias. La 56enne e il marito ricevevano telefonate continue; dalla tarda mattina a sera lo smercio si muoveva tra Lucca, Capannori e Porcari, con un bar usato come punto di ritrovo tra pusher e clienti.

«Gli vendette una dose di cocaina la sera prima», sintetizza il quadro accusatorio sulla donna. Tra i clienti anche la vedova di un pensionato della Piana: quando mancava il contante, consegnava direttamente il Pos alla spacciatrice. Sintesi: cronaca nera che lega la città murata alla Piana, con Capannori al centro della rete.

Marco Vannucci

Corrispondente da Lucca

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Marco Vannucci

È corrispondente da Lucca per altopascio.info. Segue la vita del territorio — scuole, associazioni, amministrazione — con uno sguardo attento alle Mura rinascimentali e Piazza dell'Anfiteatro. Scrive in modo sobrio, da chi il luogo lo frequenta tutti i giorni.

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